Iniziano a breve i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria della Carità

ascoli piceno 3' di lettura 13/05/2010 - Inizieranno a breve i lavori di restauro e risanamento conservativo della chiesa di Santa Maria della Carità, più comunemente nota come chiesa della Scopa. Il nome deriva dal fatto che la chiesa è stata sede della Confraternita dei Disciplinati Battuti che usavano flagellarsi, durante le processioni, con fruste fatte a forma di scopa.

Tra le altre ipotesi, alcune sostengono che i confratelli usavano le scope per pulire il centro della città e con le stesse di castigavano facendosi così carico delle sporcizie umane mentre altre dicono che i fedeli della Confraternita usavano le scope per pulire la limitrofa piazza “quartarola” (la “quarta” era l’unità di misura per pesare il grano) e raccogliere le granaglie residue dell’ammassamento ivi presente per poi confezionare il pane per i più poveri. L’attuale edificio risale al 1532, su progetto di Nicola Filotesio, detto Cola d’Amatrice, ed è stato edificato su una precedente costruzione del 1383, demolita per edificare la nuova chiesa. La costruzione si protrasse per lunghissimo tempo con ulteriori nuovi progetti (a cura dell’ascolano Conte Conti ed altri) tanto che la chiesa venne consacrata da Mons. Gamba solo nel 1713 e dedicata a S.Marco Evangelista. La facciata è in conci squadrati di travertino ed è stata costruita dal 1532 al 1550 mentre l’attivo, su disegno di Conte Conti, fu aggiunto nel 1583.

Il campanile, invece, con il suo caratteristico bulbo conclusivo, secondo alcuni storici risalirebbe alle seconda metà del 1600. Nella composizione architettonica della chiesa è evidente l’evoluzione dallo stile tardo-rinascimentale allo stille barocco. Con l’affidamento dell’appalto dei lavori al’Impresa Costruzioni F.lli Rinaldi srl, che ha offerto un ribasso del 28,311% (importo a base d’asta 300 mila euro), si potrà così mettere in sicurezza la costruzione che, ricordiamo, era stata danneggiata dallo sciame sismico cominciato nell’aprile dello scorso anno e che aveva prodotto delle lesioni sulle strutture della chiesa. L’Amministrazione Comunale intervenne subito chiedendo un parere scientifico all’Università Politecnica delle Marche che rilevò alcune situazioni di degrado e dissesto che interessavano la facciata principale, la volta dell’aula, l’arco trionfale che divide l’aula principale dal presbiterio e il timpano/lunetta dello stesso presbiterio. Da qui la necessità di procedere con alcuni interventi a sostegno dell’arco trionfale e della porzione della volta a botte di copertura dell’aula ad essa adiacente. “Ancora un intervento –sottolineano il sindaco Guido Castelli e l’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Silvestri – volto al recupero del nostro grande patrimonio artistico. Con questi lavori di messa in sicurezza restituiremo alla città una importante testimonianza artistica, uno degli esempi più belli del barocco cittadino ed un luogo di culto particolarmente amato dagli ascolani”.

I lavori, l’impresa appaltatrice ha quattro mesi di tempo per portarli a termine, prevedono, tra l’altro, lo smontaggio e il rifacimento della copertura, garantire la stabilità dei conci in pietra dell’arco trionfale, il consolidamento e la stabilità della struttura voltata e la risarcitura delle lesioni che appaiono sul fianco destro della parete che sovrasta l’arco. Sulla facciata principale, poi, si interverrà con presidi puntuali (tiranti inseriti nei muri di spinta, cordoli, spillature con barre in materiale composito, ecc.) per garantire la collaborazione di questo elemento con le murature ortogonali così da evitarne il ribaltamento in presenza di eventi sismici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2010 alle 16:16 sul giornale del 14 maggio 2010 - 819 letture

In questo articolo si parla di attualità, ascoli piceno, restauro, Comune di Ascoli Piceno, santa maria della carità





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