Croce Rossa sull'affidamento del trasporto: fatta la legge, trovato l'inganno

croce rossa 3' di lettura 10/03/2011 -

La nuova proposta di legge per l’affidamento dei trasporti sanitari nella Regione Marche è ormai in dirittura d’arrivo. Ricalca, in grandi linee, la legge 13/2008 che già disciplinava tale materia e che era stata oggetto di una variazione inserita, abilmente, nella legge di bilancio a fine anno e che, a seguito di vivaci rimostranze e confronti con le associazioni di volontariato, ha portato alla riproposizione di una legge che favorisca, in via prioritaria, Croce Rossa, ANPAS e Misericordie.



Ma …. fatta la legge, trovato l’inganno Sembrava troppo bello per essere vero, e infatti la Regione, durante un incontro tenuti pochi giorni fa con i rappresentanti della Croce Rossa, ribadisce che, in ogni caso, la nuova legge troverà difficile applicazione nella Provincia di Pesaro, in quanto per tale territorio è stata aggiudicata una gara d’appalto (2010), preclusa alle associazioni, e che sarà pressoché impossibile invalidare, nonostante - ci sembra di ricordare - che anche l’assessore Mezzolani avesse dichiarato, sempre in uno dei tavoli di concertazione, che mai sarebbe stata avallata.

Ciò comporta che la Croce Rossa e le altre associazioni di volontariato vengano definitivamente tagliate fuori dall’affidamento dei trasporti sanitari, a favore delle ditte private, con un notevole aggravio alle casse della Regione: in tal modo la Provincia di Pesaro, da sola, assorbe un terzo delle intere risorse regionali in un momento in cui, ad esempio, l’Asur ZT 13 di Ascoli Piceno denuncia pubblicamente la carenza di fondi che porterà inevitabilmente gravi disagi alla popolazione più debole. Fermo restando che la Croce Rossa ritiene pretestuoso tale atteggiamento da parte della Regione, la quale, a suo tempo, ha bandito una gara in palese violazione della legge 13/2008, allora in vigore, c’è ora da chiedersi, alla luce di quanto pubblicato sui quotidiani in data 9 marzo relativamente alla situazione in cui verserebbe la Croce Italia Marche, capofila dell’ATI che dovrebbe aver vinto la gara d’appalto, con quale criterio si possa ritenere valida tale gara, nel caso venissero confermate le accuse mosse alla ditta.

La Croce Rossa, ma siamo convinti che medesimo pensiero lo avrebbe qualsiasi cittadino, ritiene di inaudita gravità che si possa aver ammesso a gara una ditta che, forse, non era in grado nemmeno di fornire un documento di regolarità contributiva, elemento fondamentale sul quale si basa la solidità e il corretto funzionamento di un’azienda. Tale ipotesi ora è suffragata anche da un’interrogazione presentata in Regione a firma del Consigliere Silvetti, che chiede delucidazioni proprio sulle presunte irregolarità contabili della società Croce Italia Marche (interrogazione n. 305 del 9/3/11) che, come si legge dalle notizie pubblicate sui quotidiani, parlano di accuse circostanziate e documentate che detterebbero, da parte della Regione, una certa prudenza fino all’accertamento dei fatti. A tale proposito appare, inoltre, oltremodo enigmatico lo scenario convenzionale delle ditte private presso l’INRCA di Ancona, dove sempre è coinvolta la Croce Italia Marche.

Alla luce di tali fatti la Croce Rossa auspica che la Regione Marche trovi una soluzione che coniughi il rispetto delle leggi e l’ottimizzazione delle risorse economiche. In caso contrario sarà pronta a dare battaglia affinché vengano ripristinate le regole di trasparenza e correttezza proprie di una sana democrazia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2011 alle 18:09 sul giornale del 11 marzo 2011 - 1011 letture

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