Strage di Bologna, CasaPound chiede verità

1' di lettura 02/08/2011 -

Trentun'anni fa una bomba uccise 85 persone alla stazione di Bologna. Nel giorno della drammatica ricorrenza i militanti di CasaPound Ascoli hanno affisso uno striscione proprio nei pressi della stazione cittadina per chiedere verità sull'evento.



"Sebbene tre condanne siano state emesse nei confronti di Luigi Ciavardini, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, quali “esecutori materiali della strage” - dichiara Fabio Di Nicola, nuovo responsabile provinciale dell'associazione - intendiamo sottolineare che persino il flebile e inverosimile castello accusatorio, montato ad arte per offrire dei colpevoli in pasto all’opinione pubblica, manca dei mandanti e del movente". "La tesi che porterebbe ad una strage di stampo neo-fascista, è fondata solo su elementi indiziari che non trovano riscontri fondati - continua Di Nicola - e i principali testimoni dell’accusa sono Massimo Sparti e Angelo Izzo, nell’ordine: un falsario condannato per furto e ricettazione, liberato in seguito alle sue deposizioni riguardo la strage per un tumore di dubbia esistenza, e l’altro ben più noto alle cronache per essere lo “Stupratore del Circeo”. "Con i nostri striscioni vogliamo ricordare che mentre la magistratura si rifiuta di riaprire il caso e la vicenda rimane coperta dal segreto di stato - conclude Di Nicola, responsabile provinciale di CasaPound - a 31 anni di distanza, le 85 vittime, i parenti e l'Italia intera attendono di conoscere la verità e di avere giustizia".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2011 alle 18:51 sul giornale del 03 agosto 2011 - 1123 letture

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