Camela: 'Le grandi aziende possono tornare nel Piceno'

Valeriano Camela 2' di lettura 04/01/2013 - Chi mai poteva immaginare che nella fase attuale di pesante crisi del Paese, l'Italia potesse esercitare una così forte attrazione verso aziende straniere? Eppure varie multinazionali, tra cui Ikea, stanno manifestando crescente interesse per il mercato italiano nonostante l'alto costo dell'energia, il difficile accesso al credito e i noti lacci burocratici.

Il colosso svedese ha infatti deciso di incrementare il giro d'affari in Italia, almeno un miliardo di euro, nel settore del mobile, elettrodomestici ed accessori puntando ai tradizionali distretti industriali del Veneto, Lombardia e Friuli. Tuttavia anche le Marche dispongono di un sistema produttivo basato su un modello distrettuale, in grado anch'esso di sviluppare un vantaggio competitivo in linea con la filosofia di fondo della multinazionale: offrire un prodotto a basso costo alla migliore qualità possibile. Inserirsi quindi nel circuito privilegiato dei fornitori del colosso svedese Ikea rappresenterebbe per il sistema industriale marchigiano dei mobili e degli elettrodomestici non solo una rilevantissima opportunità occupazionale ma anche uno stimolo alla crescita aziendale.

Il caso Ikea è forse il più emblematico, ma non certo isolato. La strada della "delocalizzazione di ritorno" è stata infatti seguita anche da molti imprenditori italiani: si sono accorti che per essere competitivi sul mercato, e quindi per restarci, non è sufficiente la manodopera a basso costo ma occorrono servizi e strutture che in determinati Paesi non esistono. Insomma per sopravvivere in una crisi sempre più globale, resta a galla solo chi sa distinguersi dagli altri portando la propria diversità, professionalità e qualità a fattore vincente. Questo fenomeno, qualora confermato nel tempo, può rappresentare una prima, seppur parziale, risposta al grave problema occupazionale italiano e quindi marchigiano.

E' questa una grande occasione, per le Istituzioni territoriali, Confindustria, Organizzazioni Sindacali, per favorire la riattivazione di siti industriali dismessi e l'insediamento di nuove aziende rendendo appetibile il nostro territorio anche attraverso percorsi sperimentali e innovativi che prevedano specifici vantaggi sul versante servizi-infrastrutture-credito, nonché temporanee agevolazioni tributarie (alleggerimento tributi locali, sospensione addizionale regionale Irap 0,83%, ecc.).


da Valeriano Camela
Capogruppo Regionale UDC





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2013 alle 19:18 sul giornale del 05 gennaio 2013 - 869 letture

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