Festival dell’Appennino: celebrato il genio dell'esploratore Giuseppe Tucci

2' di lettura 08/06/2013 - Uno sguardo al passato, attraverso una ricca disamina sulla vita del grande orientalista marchigiano Giuseppe Tucci e uno al presente, focalizzando l’attenzione sulla difficile situazione che il popolo tibetano sta vivendo da anni. E’ quanto la tappa ascolana del Festival dell’Appennino ha offerto a un folto e attento pubblico presente nel magnifico contesto della Cartiera Papale.

A dare il benvenuto è stato l’Assessore alla Cultura Antonini che, alla presenza del sindaco Castelli e del vice Silvestri, ha sottolineato come ‘’la rassegna promossa dalla Provincia ha voluto celebrare le opere, le esplorazioni e le testimonianze di uomo, tenace e coraggioso, che ha legato la propria attività, di studioso e archeologo, proprio alla montagna. Realtà montane che, nella sua pur breve esperienza, ebbe modo di conoscere anche nel Piceno, apprezzando il Monte Vettore e la catena dei Sibillini. La due – giorni – ha proseguito l’assessore provinciale - arricchita anche dalla eccezionale presenza di quattro monaci del monastero di Gaden Jangtse, sarà utile anche per fare una profonda e sincera riflessione sulla complessa condizione geo-politica di un’area del mondo così ricca di valori, di arte e di tradizioni’’.

Sulla stessa onda di pensiero anche il moderatore dei lavori e curatore della mostra dedicata a Tucci, Maurizio Serafini che ha sottolineato ‘’la grande vitalità e la ricchezza culturale del Tibet che con la sua storia millenaria e le sue intramontabili evocazioni spirituali costituisce un vero e proprio punto di riferimento per tutta l’umanità’’.

E’stata quindi la volta di studiosi ed esperti della materia tra cui, Claudio Cardelli, presidente dell’associazione Italia-Tibet che vanta ben 1700 iscritti, il filosofo Cesare Catà , la scrittrice Enrica Garzilli che ha tratteggiato un profilo molto accurato e sottile di Tucci e Stefano Ardito, autore di un libro sulla regione nepalese del Mustang e profondo conoscitore del versante ai piedi dell’Himalaya.

Unanime e condiviso è stato l’apprezzamento verso lo straordinario contributo culturale all’archeologia moderna, allo studio e alla ricerca che Tucci ha saputo dare nel corso delle sue innumerevoli escursioni in una regione che lo ha accolto, sin da subito, come un ospite speciale.

La sua vita professionale, ricchissima di onorificenze e riconoscimenti di portata internazionale, così come la sua fiorentissima attività di studioso e scrittore hanno, a detta di tutti, elevato Giuseppe Tucci quale il più grande tibetologo dell’era contemporanea.

Un vanto per l’Italia, e in particolare per le Marche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2013 alle 12:03 sul giornale del 10 giugno 2013 - 648 letture

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