CasaPound alle istituzioni: 'Siamo un territorio in liquidazione, rilanciare subito il tema dell’occupazione'

1' di lettura 14/06/2013 - "Vendesi", "Delocalizzata", "Cassaintegrazione", "Mobilità". È quanto si legge sugli striscioni affissi nella notte da CasaPound Italia nella zona industriale di Ascoli. “Con questa azione – spiega il responsabile provinciale di Cpi, Fabio Di Nicola – vogliamo denunciare le condizioni catastrofiche in cui versa l'industria picena e, di conseguenza, la grave crisi occupazionale che da anni flagella la provincia, diciassettesima in Italia per tasso di disoccupazione. Manuli Rubber, Indesit, B&B, Haemonetics, Vis Agro, Mary Confezioni, sono solo alcune delle aziende in crisi o addirittura fallite negli ultimi anni, segno che la crisi lavorativa del piceno non conosce sosta”.

“Occorre rimettere al centro del dibattito politico – prosegue Di Nicola – il tema del lavoro che, dopo le proteste per i licenziamenti alla Manuli, è stato accantonato per far posto a bagarre su mostre, sestieri e piste ciclabili".

"In un momento di crisi come quello attuale - continua - non possiamo lasciare lavoratori e piccoli imprenditori in balia dei capricci dei mercati finanziari, delle multinazionali e di chi, per decenni, ha truffato i lavoratori promettendo diritti e vantaggi mentre si accordava col grande capitale. È per questo – conclude l’esponente di Cpi - che chiediamo si torni a parlare di tavoli istituzionali, di piani industriali e di sviluppo, altrimenti, tra qualche anno, questa terra non darà più da mangiare ai propri figli".

In allegato le foto.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2013 alle 11:02 sul giornale del 15 giugno 2013 - 794 letture

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