Donne lavoratrici: la provincia di Ascoli prima nelle Marche per casi di malattie professionali

Cgil Cisl Uil 3' di lettura 05/03/2014 - Come negli anni passati il Dipartimento Sicurezza sul Lavoro di CGIL CISL UIL di Ascoli Piceno ha focalizzato, in occasione della Festa della Donna, la situazione infortunistica e delle malattie professionali della manodopera femminile.

MALATTIE PROFESSIONALI ANNO 2012 DONNE
Ancona 651 casi
Ascoli Piceno 832
Fermo 431
Macerata 767
Pesaro Urbino 822
Marche 3503
Italia 46005

Settore
Industria 1190
Servizi 1114
Agricoltura 331
Stato 25
N.C. 843

INFORTUNI ANNO 2012 DONNE
Centro 48823
Marche 6586
Italia 218609

MORTI
Marche 02, 844 sono i morti totali (uomini e donne) nel Paese
Ascoli P. 01
Centro 13
Italia 66

Con l’occasione si evidenzia come il rapporto Eu-Osha su Donne salute e sicurezza sul lavoro ha denunciato la presenza di nuovi rischi per le donne tra cui le esposizioni combinate, i tumori professionali, l’accesso alla riabilitazione, il lavoro informale e le caratteristiche delle professioni femminili prevalenti.

In alcune realtà afferma europee afferma il rapporto nonostante che i tassi di occupazione femminile siano in aumento le condizioni di lavoro e i rischi per la salute e la sicurezza per le donne non sono ancora adeguatamente tutelati e oltre ai rischi riguardanti gli ambienti di lavoro, le donne inoltre sono vittime di atti di bullismo, vessazioni e molestie, hanno minori possibilità di utilizzare i dispositivi di protezione individuale che spesso sono troppo grandi e inadeguati alla specifica configurazione fisica femminile. Le condizioni di lavoro peggiori delle donne sono più frequenti nei contratti di lavoro atipici, a tempo determinato, part time e i lavori multipli.

In quali settori sono maggiormente occupate le donne? Sanità, istruzione e pubblica amministrazione (dove ci sono lavoratrici più anziane causa della cd riforma Fornero) e terziario (hotel, ristoranti e catering, e vendita al dettaglio – ci sono le più giovani). In aumento anche il lavoro cd informale, caratterizzato da alta precarietà e totale assenza di protezione. Circa i rischi psicosociali, le donne sono più soggette degli uomini a discriminazioni multiple per sesso, età, origine etnica, disabilità, e orientamento sessuale.

Forte è il divario retributivo: dal 2003 la situazione non è migliorata: le donne, a pari mansione, hanno stipendi di circa il 16% più bassi di quelli percepiti dagli uomini.

Scarsa è la presenza di donne in posizioni dirigenziali e quindi in una minore possibilità di influenzare e orientare le politiche aziendali verso azioni mirate a tutelare gli specifici bisogni di salute e sicurezza in azienda. Infine sulle oltre 200 mila donne ogni anno in Italia subiscono infortuni sul lavoro e malattie professionali circa l’1% sono colpite in modo grave tali da diventare disabili.

In questo caso, spesso, spinte a licenziarsi o discriminate come donne e come disabile.

A ns. avviso occorre maggiore attenzione sulla figura della donna nei suoi molteplici ruoli di lavoratrice, casalinga e madre.


da Dipartimento Sicurezza Cgil Cisl Uil di Ascoli Piceno





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2014 alle 12:16 sul giornale del 06 marzo 2014 - 726 letture

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