Vivere Ambiente: nel regno della Sibilla

2' di lettura 17/03/2014 - «Potrebbero gli uccelli rifiutarsi di volare e darsi a una vita terrestre? E come allora gli uomini, la gran massa degli uomini, hanno potuto rifiutarsi a salire le montagne e si sono dati a una vita di palude?».

Così nel 1933 Angelo Maurizi, medico e pioniere dell’alpinismo sui Sibillini, si interrogava sul perché gli uomini snobbassero quelle meravigliose montagne.

Oggi, più di 80 anni dopo, quelle montagne magiche e misteriose sono un parco nazionale. Un territorio di oltre 70.000 ettari che ha visto crescere costantemente le presenze turistiche grazie all’impegno dell’ente parco, impegnatosi a favorire la fruizione ad ogni categoria di persone in modo da creare un "Parco per tutti". La montagna, però, merita rispetto, in quest’ottica il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha sempre concentrato la propria attenzione su una corretta educazione ambientale, tramite progetti e centri di educazione.

L’ecoturismo rappresenta una risorsa inestimabile per il tutto il territorio in cui si estende il parco. L’Italia ospita metà delle specie vegetali e un terzo di quelle animali presenti in tutta Europa. «Se lo spread di un Paese si misurasse in biodiversità, l’Italia sarebbe la Germania d’Europa», ha sintetizzato Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi.

Nel Parco dei Sibillini, caratterizzato dalla grande moltitudine di paesaggi ed ecosistemi, si contano più di 1.800 specie animali e vegetali.

Si va dal lupo all’aquila reale, dal capriolo al falco pellegrino, dalla stella alpina all’orso, fino al bizzarro chirocefalo del Marchesoni, strana creatura unica al mondo risalente al Pleistocene.

Inoltre, grazie al prezioso lavoro del Parco, tra il 2005 e il 2008 sono stati attuati programmi di reintroduzione di specie estinte in epoca storica, come il cervo e il camoscio appenninico. Ora, con un po’ di fortuna, è possibile scorgere la sagoma furtiva di un camoscio che sfida le leggi della fisica saltando sulle pareti rocciose verticali, oppure nei crepuscoli d’autunno, si può ascoltare il lugubre bramito dei maschi di cervo in amore.

Questi non sono che alcuni dei motivi per lasciarsi incantare dalla magia dei Monti Sibillini. Vieni a scoprire gli altri.








Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2014 alle 10:48 sul giornale del 18 marzo 2014 - 1572 letture

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