Vivere Picchio: la parola a Paolo Mariucci, storico tifoso bianconero

6' di lettura 07/05/2014 - Come promesso, Vivere Picchio dedicherà spazio a tutti coloro che hanno fatto la storia bianconera. Chi, se non i sostenitori, ha contribuito a rendere grande l’Ascoli Calcio?

Dopo calciatori del calibro di Walter Mirabelli, Mario Adriano Bonfiglio, Roberto Marconcini, Marcello Grassi e Andrea Cristiano, questa volta a farci compagnia sarà il super-tifoso Paolo Mariucci di Montelparo, conosciuto da tutti come ‘Paolo Picchio’!

Paolo, vero ‘fratello bianconero’ e figlio di un calcio che non c’è più, è il simbolo di quanto il fenomeno Ascoli Calcio si estenda al di là dei confini della città delle Cento Torri. Leale, umile, portatore di sani principi, non ha mai fatto mancare il suo sostegno alla maglia neanche nei periodi più bui. Amico di un intero popolo, amato indistintamente da ultras, tifosi, appassionati e addetti ai lavori, non ha mai negato ad un compagno di gradoni un abbraccio o un sorriso.


Paolo e l’Ascoli Calcio, una storia cominciata tanti anni fa: come è nato il tuo amore viscerale per il Picchio? Più che innamorarmi direi che ho "visto la luce" ed è stato amore a prima vista come nelle fiabe più belle. Ero piccolo e quando il calcio era ancora vero, ricordo che mi trovavo al bar nel consueto appuntamento domenicale di 90 minuto. Ero attratto più da tutta quella gente adulta riunita in religioso silenzio per un evento settimanale imperdibile piuttosto che per un interesse verso il calcio vero e proprio. Si era disputato un Roma-Ascoli e come spesso è accaduto ci fu negato un giustissimo pareggio. Apparve in video un certo Costantino Rozzi che si lamentava di quanto accaduto (o una cosa del genere, non ricordo bene), di certo c'è che dietro di me un adulto con chiaro accento romano disse "ma che vonno questi?!?". Da li è partito in me forte e potente un senso di appartenenza alla mia terra che non mi ha lasciato mai più! Fulminato sulla via di Damasco! E più passano gli anni e le difficoltà e più mi cresce!

Tanti i chilometri percorsi in una vita intera al seguito dei bianconeri, ma ne è sempre valsa la pena… Si. Ne è e sempre valsa la pena. Perchè l'amore per l'Ascoli è a prescindere dai risultati. Ovvio che come per ogni cosa nella vita ci sono momenti belli e brutti. Ma come si dice nei matrimoni "nella buona o nella cattiva sorte, in salute e in malattia..." Poi ognuno si sposa con chi gli pare. Il rammarico semmai è nei chilometri non percorsi insieme ai miei fratelli per problemi di ogni genere che possono accadere a tutti. Te lo dice uno che è stato a La Spezia dopo il tristemente famoso 4 a 3. Fidati! :)

Inevitabile una domanda su Costantino Rozzi, che hai avuto la fortuna di conoscere personalmente e che hai deciso anche di tatuare sul tuo corpo. Come descriveresti la figura del Presidente? Costantino Rozzi è stato il mio eroe, il mio unico e vero mito. Un mito vero, reale e che ho avuto la fortuna e l'onore di poter abbracciare. Sono cresciuto con i suoi insegnamenti e ho fatto miei i suoi valori. Lui, ad esempio, era quello che dava valore ai ragazzi con handicap. Non è certo un caso che io per lavoro faccio proprio l'operatore riabilitativo educativo. In un mondo fatto di falsi miti giovanili in ogni epoca io ho trovato quello vero! Sono stato fortunato.

Da tempo, ormai, si parla del progetto per il nuovo stadio. Sicuramente una bella cosa con un occhio rivolto al futuro, ma per chi ha vissuto momenti intensi al ‘Del Duca’ sarebbe un duro colpo… Come tutti voi considero il Del Duca la mia seconda casa, la cattedrale dove ogni volta vado a pregare. Lì ci sono la maggior parte dei miei ricordi più belli. Però credo che una tifoseria meravigliosa come la nostra meriti di poter stare al passo coi tempi.

Da anni porti avanti la lotta al calcio moderno. Cosa, in particolar modo, non ti va giù di questa realtà? Quello che non riesco a capire e che mi fa male, soprattutto per quanto ho già descritto in presenza, è il fatto che ci si possa legare a falsi miti o essere stuprati mentalmente dal potere dei mass media che ci vogliono inculcare il concetto di seguire il vincente. Falsi miti e falsi eroi che nulla hanno a che fare con la nostra terra. Questo non è solo un problema calcistico ma orribilmente traducibile in questa società in cui nessuno è più disposto a lottare per un sogno. Concludo dicendo, come dico sempre: "io ho scelto, gli altri si sono fatti scegliere". Sono un uomo libero anche grazie all'Ascoli Calcio! Grazie Costantino!

Finalmente possiamo dire di essere liberi dalla precedente gestione societaria. Come vedi il futuro della società di Corso Vittorio Emanuele? A prescindere dalla categoria, dalla dirigenza, dai successi, sarò sempre fiero di rappresentare e spendere la mia vita per questa leggenda. Per il resto è sotto gli occhi di tutti ciò che è accaduto e accadrà! L'Ascoli Calcio siamo noi. Con questo mio discorso non voglio sembrare evasivo o sottomesso agli eventi. No. Ho solo fiducia nella mia gente e so che non mi tradirà mai! Sogniamo insieme.

Quello Piceno è un popolo che non muore mai. Parlaci della ‘tua gente’? La mia gente? Noi siamo un popolo che non muore mai! La mia gente? I miei fratelli, le mie sorelle... Gente che a prescindere da convinzioni politiche, religiose, alti bassi belli brutti.... La mia gente.... Quella che quando la guardi negli occhi e vedi lo spirito immortale di Costantino, quelle persone che hanno il Picchio nel cuore e che solo a toccarle senti la scossa, la mia gente? Quella che se ha visto Campanini o Carpani tanto nel cuore c'è solo amore. La mia gente? Quella che tanto dove stai stai e ti passa vicino senti l'odore e ti giri e gli dici... Forza Picchio. Magari sei in Australia ma tu lo sai che lui fa parte della tua gente. Meravigliosamente Curva Sud, stupendamente stadio Del Duca, incredibilmente Ascoli Calcio. Che spettacolo!!!!!

Saluta i tifosi bianconeri… Li saluto ogni mattina quando mi sveglio. Ognuno vive per i suoi sogni. Ognuno ha la sua religione. Che ve pózzo fa?


Nelle precedenti uscite di Vivere Picchio:
- Vivere Picchio: Andrea Cristiano, l'Ascoli ed un amore mai finito
- Marconcini e l''Ascoli dei record', un tuffo nella fantastica stagione '77/'78
- Marcello Grassi ed il raccattapalle che evitò un gol all'Ascoli
- Bonfiglio torna indietro nel tempo parlando dei 'Diabolici'!
- Mirabelli, la finale di Wembley ed il maledetto rigore di Foggia


di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 







Questa è un'inchiesta pubblicata il 07-05-2014 alle 21:01 sul giornale del 10 maggio 2014 - 3674 letture

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