Fatture false: nel Piceno smascherato giro da 40 milioni di euro. Interdetto un imprenditore

2' di lettura 15/05/2014 - Una frode fiscale da 40 milioni di euro è stata smascherata dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno tramite l'operazione "Betrug", conclusasi negli ultimi giorni.

L’indagine è stata avviata dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria sulla scorta degli esiti delle attività di monitoraggio e di analisi al fine di assicurare il corretto funzionamento delle relazioni economiche a tutela dei consumatori e delle imprese.

Una strategia operativa attuata dalla Guardia di Finanza su piani distinti che consente di consolidare il controllo economico del territorio attraverso l’intercettazione dei flussi di merce illecita distribuita tramite canali di vendita illegali. Il sistema di frode è stato accertato a conclusione di un’ampia indagine, durata oltre un anno, eseguita sotto la direzione del Procuratore della Repubblica di Fermo, dott. Domenico Seccia, e del Sostituto Procuratore dott. Alessandro Piscitelli.

L'operazione coinvolto un imprenditore che, attraverso una società costituita nella provincia fermana, gestiva il commercio all’ingrosso, sull’intero territorio nazionale, di componentistica elettronica ed informatica. I prezzi praticati al consumo, alquanto convenienti e concorrenziali, sono risultati il frutto del sistema fraudolento che, come accertato nel corso delle indagini, era alimentato da altre cinque società italiane ''fantasma'' con sede a Roma, Torino e Milano. Gli accertamenti di circostanza delle indagini hanno permesso di accertare l’intero percorso dei prodotti provenienti dalla Germania e diretti in Italia, il cui prezzo di acquisto e di vendita era già stabilito ''a tavolino'' da una regia comune, che gestiva il circuito illegale fra società solo apparentemente estranee l’una all’altra.

Duplice, pertanto, il profilo della frode: da un lato, il mancato versamento dell’I.V.A. a debito, da parte delle società ''cartiere'', scaturente dalle vendite ufficialmente effettuate alla società fermana. Dall’altro, l’illegittima costituzione di crediti I.V.A., da parte di quest’ultima società, oggi non più spettanti in virtù dell’esito delle indagini, che ha consentito infatti di delineare compiutamente il meccanismo fraudolento, attuato dall’emissione reiterata di fatture riferite ad operazioni inesistenti, secondo lo schema tipico delle ''Frodi carosello''.

Un'ulteriore indagine ha permesso alla Guardia di Finanza di sequestrare i beni degli indagati nella frode, tra cui un imprenditore fermano, indertetto dalle attività di impresa e a cui sono stati sequestrati due immobili ed uno yacht.


di Gabriele Ferretti
redazione@vivereascoli.it
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2014 alle 20:26 sul giornale del 16 maggio 2014 - 1946 letture

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