Vivere Picchio: Piero Travaglini, i 'Veterani 74' e la lotta al calcio moderno

5' di lettura 28/05/2014 - Piero Travaglini, storico tifoso dell’Ascoli nonché leader del gruppo Veterani ’74, contribuisce quotidianamente alla lotta al ‘calcio moderno’, trasmettendo alle nuove generazioni l’amore per i colori sociali.

Sempre presente in casa e in trasferta, ha dedicato al Picchio gran parte della sua vita.


Piero, spesso sentiamo parlare di ‘Ideale Ascoli’. A cosa ti riferisci nello specifico? Mi riferisco al mio ed al nostro modo di essere tifosi dell'Ascoli e cioè all'attaccamento viscerale per la maglia che rappresenta una città ed il suo territorio. 'Ideale Ascoli' significa anche senso di appartenenza, rifiuto di ogni tipo di globalizzazione calcistica, passione costante e sostegno incondizionato!

I Veterani ’74 hanno stretto una profonda amicizia con i 'Veteranos Pirates' dello Sparta Praga. Come è nato questo gemellaggio? Petr Lukac è un praghese tifoso dello Sparta Praga e per l'appunto appartenente ai 'Veteranos Pirates'. Appassionato di calcio europeo, ha scovato su internet numerosi video della nostra tifoseria e ne è rimasto entusiasta a tal punto che l'anno scorso, in vacanza in Italia, ci ha contattati ed è venuto a trovarci al Del Duca! Ne è nata un'amicizia sincera anche se lui per primo si è chiesto dove erano finiti tutti i tifosi che aveva ammirato su internet... Comunque ci ha fatto un augurio o una profezia (speriamo!): quando Ascoli e Sparta Praga, che quest'anno ha vinto il titolo ceco, si incontreranno in Europa League, i tifosi dell'Ascoli saranno accolti da fratelli! Da qualche mese comunque siamo in contatto anche con i 'Veterani' e con l'associazione 'Sodalizio' della Lazio: sono anche intervenuto in una trasmissione della loro radio privata, Radio Elle!

Quali sono secondo te i valori e i principi che una curva può trasmettere ai ragazzi che si affacciano per la prima volta a questa realtà? Io sono un tradizionalista però dico che principi e valori possono cambiare con il trascorrere dei tempi. Ai giovani che si avvicinano in curva posso dire che tifare la squadra della propria terra ti fa apprezzare meglio anche la propria quotidianità e ti spinge ad apprezzare tutto ciò che gravita intorno all'Ascoli, ad Ascoli ed al Piceno, maturando così uno spirito positivo.

Cosa sta allontanando sempre di più le nuove generazioni dallo stadio? Il calcio virtuale ed il calcio surrogato. Inutile girarci attorno: lo dicono in pochi perchè è rimasta l'unica forma di sostentamento ma Sky ha fatto danni enormi nel calcio, facendo credere che fosse possibile essere 'tifosi' anche da casa. Uniamo questo al fatto che il 79% degli italiani si dichiara tifoso dei tre 'Grandi Satana' del calcio italico ed il gioco è fatto! Gli stadi si svuotano... comunque anche scommesse e playstation hanno la loro parte di colpa!

I Veterani rappresentano un modello da seguire: bambini, adulti, donne tutti insieme appassionatamente a seguire le sorti dell’Ascoli. E’ forse questo che distingue il popolo Piceno dalle altre tifoserie delle Marche? Certo, anche questo significa 'Ideale Ascoli'. E non solo donne e bambini... Qualche anno fa a Modena, contro il Sassuolo, in un pullman da 82 posti pieno, aggregammo una porchetta da 80 kg (praticamente un kilo di media a testa). Mi ricordo che la Polizia rimase a bocca aperta nel vederci, non so se per la sorpresa o per l'acquolina... Con noi la goliardia non manca mai!

Come giudichi l’operato della passata società e come vedi invece il futuro con Bellini? La gestione dell'Ascoli di Roberto Benigni è stata soddisfacente fino al primo anno di serie A; poi già dal secondo anno è cominciata una deriva lenta e costante fino ad arrivare agli ultimi campionati dove è stato sputtanato, permettimi di dirlo, il buon nome che avevamo in Italia. Solo Benigni, se mai vorrà ma dubito, potrà spiegarci i motivi. Io e la maggior parte dei Veterani decidemmo, a suo tempo, di sostenere la squadra comunque, anche in trasferta e per questo ci siamo beccati anche feroci critiche. Ma anche Costantino Rozzi affermava che 'l'Ascoli Calcio è un qualcosa che va al di là di chi la rappresenta'... E chiudo qui. Francesco Bellini ci riporterà in alto ne sono convinto, molto in alto. Ma bisognerà avere pazienza, non sarà facile uscire dalla Lega Pro al primo anno. Non mettiamo fretta a Lovato né al nuovo Mister ma sono certo che fra qualche anno andremo a trovare Petr Lukac...

Per come i Veterani ’74 vivono il concetto di tifo, si può dire che l’Ascoli è un ‘fatto sociale’? L'Ascoli è un 'fatto sociale'. Non sarà mai possibile separare la storia di Ascoli città dalla storia dell'Ascoli Calcio. Io dico sempre che l'ascolano verace, quello al 100%, si compone di Quintana, Carnevale e Ascoli Calcio!

Non ci rimane che salutare i tuoi fratelli bianconeri… Saluto tutti i tifosi dell'Ascoli dai Veterani agli indomabili Ultras 1898, dalla Vecchia Guardia Sbn all'efficientissima Ass. Solo per L'Ascoli, dai fratelli dell'Alto Piceno a quelli della Val Vibrata. Tutti uniti e tutti insieme nell''Ideale Ascoli, tutti uniti e tutti insieme per tornare dove meritiamo di stare!

In allegato alcune foto ed adesivi dei Veterani 74.

Nelle precedenti uscite di Vivere Picchio:
- Feu, il gol di Gigi Giorgi in Ancona e la telecronaca passata alla storia
- La parola a Paolo Mariucci, storico tifoso bianconero
- Andrea Cristiano, l'Ascoli ed un amore mai finito
- Marconcini e l''Ascoli dei record', un tuffo nella fantastica stagione '77/'78
- Marcello Grassi ed il raccattapalle che evitò un gol all'Ascoli
- Bonfiglio torna indietro nel tempo parlando dei 'Diabolici'!
- Mirabelli, la finale di Wembley ed il maledetto rigore di Foggia


di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 







Questa è un'inchiesta pubblicata il 28-05-2014 alle 23:24 sul giornale del 31 maggio 2014 - 3945 letture

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