Vivere Ambiente: Legambiente si oppone alla centrale a turbogas

2' di lettura 10/06/2014 - Recentemente il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha proposto la realizzazione di una centrale a turbogas presso lo stabilimento della Manuli, potenziando l’impianto già esistente al servizio delle imprese della zona industriale.

Non è il primo tentativo in tal senso, negli ultimi anni sono state infatti molte le proposte per ampliare la centrale ma sono state tutte respinte grazie alle proteste dei cittadini e delle associazioni, prima fra tutte Legambiente Ascoli Piceno.

Legambiente si oppone fermamente anche a questa proposta avanzata dal sindaco. «Non conosciamo bene i dettagli del progetto né la potenza di questa nuova centrale – spiega in un comunicato l’organizzazione ambientalista - ma ricordiamo bene i vari tentativi compiuti nel corso di più di venti anni. Adesso ci troviamo di fronte ad un nuovo tentativo di far ripiombare il nostro territorio nell’incubo di un futuro energetico non all’insegna delle energie rinnovabili e della green economy, ma all’insegna dello sfruttamento selvaggio delle fonti di combustibile fossili come il gas, che magari dovrebbe provenire proprio dal nuovo gasdotto appenninico che sta suscitando proteste un po’ dovunque e dal mega deposito di stoccaggio del gas che la GasPlus vorrebbe realizzare a Porto d’Ascoli e San Benedetto del Tronto».

La centrale elettrica turbogas è un impianto progettato per generare energia elettrica mediante l'utilizzo di un motore a combustione interna turboespansore alimentato a gas o gasolio. Questo tipo di struttura produrrebbe una notevole ricaduta di inquinanti sul territorio per questo Legambiente è decisa ad impedirne la realizzazione, o quantomeno a partecipare agli studi scientifici sulla dannosità dell’impianto.

«Sappiamo bene che intorno a questa partita del gas ci sono interessi enormi delle grandi aziende multinazionali, interessi economici che muovono interi governi e potentissime lobby che già in passato hanno sbloccato a suon di quattrini gli iter autorizzativi più improbabili. Ma l’esperienza insegna che quando un territorio è unito nella sua opposizione ad un progetto, le battaglie si vincono».








Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2014 alle 16:03 sul giornale del 11 giugno 2014 - 1337 letture

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