Cooperlat, i consiglieri regionali del Piceno scrivono al presidente Spacca

5' di lettura 09/09/2014 - Si allega la lettera aperta inviata al Presidente Gian Mario Spacca e sottoscritta dai consiglieri regionali del Piceno sulla vicenda Cooperlat.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SPACCA

OGGETTO: incontro Cooperlat

Gentile Signor Presidente,

in relazione all’incontro programmato per giovedì 11 p.v. con il Presidente della Cooperlat Baietta, considerata anche l'avvenuta discussione della mozione in Consiglio regionale, sulla ormai annosa vicenda delle scelte industriali del gruppo lattiero caseario rispetto alla realtà dello stabilimento ex Coalac di Ascoli, intendiamo esprimerLe tutto il nostro sostegno sulla linea fino ad oggi rappresentata a nome della Regione, perché interpreta pienamente la nostra visione e posizione politica.

In quanto firmatari, tra numerosi altri consiglieri regionali, della mozione presentata in Consiglio regionale e in ragione anche di un territorio, come quello Piceno, riteniamo che le scelte di politica industriale della Cooperlat non coincidano con la strategia della Regione nel settore agroalimentare, riaffermata anche dalla recente approvazione da parte del Consiglio del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. La Cooperalat è nata ed è sostenuta dalla Regione Marche per rappresentare un polo lattiero caseario nazionale partendo dall’affermazione delle produzioni della zootecnia da latte delle Marche e non certo prescindendo da esse.

Riteniamo che la mera logica aziendale, tendente a risolvere problemi di bilancio seri, causati da una gestione che ha registrato per il 2013 perdite intorno a sei milioni di euro per l’intero Gruppo, registrati soprattutto in società partecipate in Piemonte (circa quattro milioni), non possa trovare considerazione se si risolve nella mortificazione della “mission” della sola cooperativa Cooperlat marchigiana, chiudendo lo stabilimento di Ascoli in quanto centro di costo per finire poi per chiudere anche quello di Amandola, depauperando conseguentemente l’indotto e soprattutto dissolvendo trent’anni di esperienza degli allevatori del Piceno, del Fermano e del Teramano, che pure ruotano sulla ex Coalac, garantendo significativi sbocchi di mercato nel consumo del latte nell’Abruzzo.

La Cooperlat, con la sola sede di Jesi, non può diventare la piattaforma di lavorazione e vendita del latte “padano” per conquistare il mercato di vendita centro meridionale nella prospettiva della liberalizzazione delle quote latte del prossimo anno. Non solo verrebbe pregiudicato il “brand” rappresentato dalla produzione del latte fresco quale risultato della qualità della filiera delle cooperative marchigiane legate alla zootecnia da latte, che rappresenta un segmento importante del settore agroalimentare dell’economia delle Marche, ma in particolare si rovescerebbe la finalità per la quale la Regione ha sostenuto la Cooperlat negli ultimi 10 anni con circa 20 milioni di contributi diretti ed indiretti, ossia di promuovere il prodotto delle Marche in Italia e anche nella “padania” e non per promuovere il latte “padano” nel centro sud Italia.

Deve essere chiaro, pertanto al Presidente della Cooperlat Baietta, che o la Cooperlat rientra nella strategia di sviluppo regionale nel settore agroalimentare, oppure la stessa Cooperlat è considerata fuori dal sostegno pubblico regionale in quanto portatrice di meri interessi di mercato che si giocano senza i contributi pubblici che hanno lo scopo di promuovere, soprattutto nel settore dell’agricoltura e della cooperazione, le risorse umane e naturali delle Marche.

La traduzione pratica di questa impostazione è la riapertura immediata dello stabilimento ex Coalac di Ascoli Piceno non per qualsiasi produzione innovativa, come vorrebbe il piano strategico aziendale, ma per la prioritaria ed insostituibile lavorazione del latte fresco di qualità, al fine di salvaguardare il tessuto delle produzioni locali del latte da parte degli allevatori.

Questa imprescindibile condizione, in linea con la strategia di sviluppo agroalimentare della Regione, o si ottiene con la Cooperlat oppure deve essere chiaro alla Cooperlat che sarà ottenuta con scelte amministrative immediate e concrete avviate dalla stessa Regione con iniziative alternative e concorrenziali di tipo cooperativistico, anche con le maestranze trasferite a Jesi, attraverso la manifestazione di interesse notificata alla S.V. e al Presidente Baietta, dal Presidente della Coalac Giuliano De Santis.

Riteniamo che entro il mese di settembre si debbano definire le strategie, affinché la questione ex Coalac non venga sopita come una delle tante pratiche di chiusura degli stabilimenti produttivi, dettati dalla crisi economica del Paese, perché per la ex Coalac la questione è di tutt’altra natura e portata, perché i protagonisti sono il territorio con le proprie risorse umane e naturali e le istituzioni locali, con la Regione in testa che ha competenza esclusiva in materia di cooperazione e politiche agricole.

Si ringrazia per quanto riuscirà a fare, soprattutto dopo l’incontro con Baietta, di cui siamo certi vorrà comunicarci l’esito.

Distinti saluti.

I CONSIGLIERI:

VALERIANO CAMELA
SANDRO DONATI
GIULIO NATALI
PAOLO PERAZZOLI
UMBERTO TRENTA






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2014 alle 15:56 sul giornale del 10 settembre 2014 - 1025 letture

In questo articolo si parla di lavoro, gian mario spacca, Consiglieri Regionali

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