Coldiretti Ascoli: 'Prefettura intervenga per tutelare allevamenti dai lupi'

coldiretti logo 2' di lettura 12/09/2014 - Sollecitare la Regione Marche e tutti gli enti interessati ad assumere provvedimenti immediati per risolvere quello che è ormai un problema di ordine pubblico.

E’ quanto richiesto dalla Coldiretti Ascoli Fermo alla Prefettura nel corso dell’incontro d’urgenza svoltosi a seguito dell’ennesimo attacco dei lupi nell’Ascolano.

Oltre ai gravi danni agli allevatori del territorio, la presenza dei lupi inizia a porre seri interrogativi circa la sicurezza degli stessi abitanti delle zone interne, considerato che gli attacchi si verificano ormai anche vicino agli stessi centri abitati. “Ai funzionari abbiamo spiegato che la situazione nelle campagne è ormai incandescente visto che le incursioni continuano, mentre non ci sono certezze sulla disponibilità di fondi per indennizzare gli animali uccisi - sottolinea il direttore Leandro Grazioli, presente all’incontro assieme a Luca Canala, segretario di zona, e Guido Stangoni, l’allevatore di Venarotta che in cinque mesi ha visto sparire 124 pecore -. Nei prossimi giorni vedremo il Prefetto, oggi assente a causa di un altro impegno, per concretizzare le nostre richieste, intervenendo sul Governo regionale affinché dia risposte adeguate al problema. Cosa che sinora non è avvenuta”.

Dopo un anno e mezzo di attesa la Regione Marche ha, infatti, presentato una proposta di delibera sul problema dei danni da lupi che non fornisce garanzie sulla questione più delicata, quella finanziaria, lasciando la disponibilità o meno delle risorse al pieno arbitrio della politica. In pratica si mette nero su bianco che i danni verranno pagati se ci saranno i soldi, sulla base delle scelte di bilancio che verranno compiute negli altri settori. Tutto ciò mentre sono ancora da versare agli allevamenti indennizzi risalenti addirittura al 2011. In compenso, nelle oltre centosettanta pagine di delibera si disserta sulle specie da mettere tra quelle potenzialmente preda dei lupi, con l'inserimento del bue tibetano e del muflone. In barba alla sbandierata semplificazione, continua Coldiretti, per ottenere gli indennizzi saranno necessari ben diciotto passaggi burocratici, ma per essere esclusi dal pagamento basterà pochissimo: non fornire il proprio indirizzo di pec, posta elettronica certificata, entro trenta giorni. Ancora, vengono previsti indennizzi anche per gli allevatori amatoriali, apertamente in contrasto con le linee della politica agricola europea che puntano a indirizzare i fondi verso le imprese vere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2014 alle 15:16 sul giornale del 13 settembre 2014 - 833 letture

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