Calcio: Ascoli. Conosciamo la Spal dell'ex Oscar Brevi

6' di lettura 19/09/2014 - "Work in progress". Questo, simbolicamente, è il cartello che potrebbe essere posto sul cancello d'ingresso dello storico centro di allenamenti di via Copparo, a Ferrara.

Mister Oscar Brevi, alla prima stagione sulla panchina estense dopo una carriera da calciatore ad alti livelli (è stato capitano del Torino) e un biennio ottimo alla guida del Catanzaro, è alla ricerca dell'amalgama giusta per plasmare ed assemblare al meglio la Spal stagione 2014-2015. Un gruppo rinnovatissimo, quello dei biancazzurri, reduci da una annata - quella passata - conclusasi finalmente con una festa per tifosi e città dopo tante, troppe, stagioni segnate da vicende extra calcio che hanno portato la ultra centenaria maglia biancazzurra a doversi alternare tra punti di penalizzazione, stipendi non pagati, aule di tribunale, fallimenti e mancate iscrizioni.

Una sofferenza immane chiusa dall'avvento, nell'estate del 2013, della Famiglia Colombarini e del Presidente Mattioli, protagonisti di una eccellente gestione societaria che ha portato nel calcio professionistico la piccola realtà di Masi San Giacomo con la Giacomense: il "sacrificio" della società grigiorossa ha permesso alla Spal di ritrovarsi in Seconda Divisione, ad un passo dalla Lega Pro Unica, riappropiarsi del marchio storico ed abbandonare, dopo 12 mesi di patimento senza prospettive di sopravvivenza, l' "inferno" dilettantistico.

Il resto è storia recente: un campionato intenso, con qualche alto e basso a livello di risultati (costato il cambio in panchina tra Leonardo Rossi e Massimo Gadda) ma che ha ridato slancio all'entusiasmo mai sopito dell'appassionato pubblico ferrarese. In 5000 hanno assistito, lo scorso 4 maggio, alla vittoria della Spal sul Bellaria, che ha matematicamente garantito la promozione in Lega Pro Unica. Un giorno di meritata festa per il popolo spallino dopo i tanti di lacrime nelle annate passate.

Ed un entusiasmo contagiante anche per la proprietà, che nel corso dell'estate rispettando comunque il budget previsto, ha completamente rinnovato l'organico: se del tecnico abbiamo già scritto, i soli Menegatti (portiere), Silvestri, Giani (difensori), Landi (centrocampista), Di Quinzio e Lazzari (esterni) sono stati riconfermati. Il "new look" estense ha portato a Ferrara Albertoni (portiere), Gasparetto, Aldrovandi, Ferrettì, Legittimo, Rosina (in difesa), Togni, Capece, Bellemo, Gentile (in mediana), Filippini, Germinale, Finotto (esterni/trequartisti), Fioretti, De Cenco, Verrati (attaccanti). Ben sedici nuovi innesti, una vera e propria rifondazione seguendo le indicazioni di Brevi. L'organico della Spal, sulla carta, è stato considerato prima del campionato tra i meglio attrezzati: tanti giovani di avvenire e alcuni giocatori con trascorsi in categoria superirore (Togni ex Avellino e Pescara, Gasparetto al Cittadella sino alla passata stagione per citare i primi due) a formare un mix giusto. I biancazzurri si sono presentati ai nastri di partenza della stagione accompagnati da ottime sensazioni e dalla consueta spinta del pubblico del "Paolo Mazza".

Poi, come spesso accade nel calcio, il campo ha riservato immediatamente un brusco risveglio: sconfitta per 3 a 0 nell'esordio casalingo contro il Pontedera (va ricordato, però, quasi tutto il secondo tempo disputato in nove dalla Spal per la doppia espulsione di Giani e Fioretti) e, sei giorni più tardi, altro pesante ko (3-1, gol spallino di Filippini) contro il Savona nella prima trasferta stagionale, con una brutta prestazione che non ha certo aiutato la squadra a superare lo shock del debutto ed al tempo stesso dato vita alle prime voci (smentite dai vertici dirigenziali) di una possibile messa in discussione di mister Brevi. La reazione al momento non facile è arrivata sabato scorso quando i biancazzurri hanno superato in casa, al termine di una gara rabbiosa e determinata, il Santarcangelo (3-0, doppietta di Fioretti e rigore di Germinale). Una boccata di ossigeno, e i primi segnali di miglioramento nel gioco e nell'interpretazione del 4-2-3-1, marchio di fabbrica di Brevi. Nell'ultimo turno infrasettimanale dello scorso mercoledì, la Spal avrebbe potuto bissare il successo: a Gubbio, la squadra estense dopo un brutto primo tempo senza occasioni di rilievo, ha preso in mano la gara trovando il meritato vantaggio (Germinale). E proprio quando la partita sembrava ormai indirizzata sui binari giusti, ci ha pensato una ingenuità di Silvestri a rimettere in gara gli umbri padroni di casa: colpo al volto di un avversario in area di rigore, a palla lontana. Espulsione e rigore poi realizzato dal Gubbio per l'1 a 1 finale. I ragazzi di mister Brevi si presenteranno dunque all'importantissimo match contro l'Ascoli alla ricerca di un risultato importante per allungare la serie di risultati positivi e soprattutto non perdere contatto con le prime della classe che viaggiano spedite. Centrare i tre punti significherebbe agganciare proprio l'Ascoli a quota sette. Il match, già probante di suo, è ulteriormente reso difficile dall'emergenza dei centrali di difesa: oltre allo squalificato Silvestri, infatti, la Spal deve fare a meno dell'infortunato Giani (distorsione alla caviglia, impossibile a meno di "miracoli" il suo recupero) con Aldrovandi ancora in fase di recupero dal guaio muscolare che lo ha costretto ad uno stop di oltre un mese. Il tecnico dei biancazzurri potrebbe dunque ricorrere ad un possibile spostamento di un giocatore in retroguardia da un altra zona del campo: l'unico ad avere esperienza nel ruolo di centrale è Legittimo, utilizzato nelle prime quattro gare come terzino di sinistra. Sul versante mancino potrebbe trovare spazio Rosina, mentre l'unico ballottaggio, sempre sulla sinistra ma a ridosso della prima punta, potrebbe riguardare Finotto e Di Quinzio.

Di certo la Spal potrà contare sull'apporto del proprio pubblico, autentico punto di forza nelle gare casalinghe (e da quest'anno anche in trasferta, dopo l'assenza negli ultimi anni come forma di protesta contro le norme relative alla "Tessera del tifoso"): la Curva Ovest "Campione" - intitolata in memoria dello sfortunatissimo giocatore scomparso nel 1994 a causa di un tragico incidente stradale e ricordato lo scorso sabato tra applausi e lacrime di commozione - è tra le realtà di tifo più importanti in Lega Pro, e nulla ha da invidiare ad alcune Curve di categoria superiore. L'entusiasmo dei ragazzi della Ovest non è mai venuto meno, nemmeno negli anni tormentati del recente passato spallino, e si è riaccesa in maniera veemente nel corso dell'ultima stagione. Considerando l'esodo massiccio previsto di tifosi ascolani, quella al "Paolo Mazza" sarà una 'partitissima' così come in campo anche sugli spalti.

Spal 4-2-3-1: Menegatti; Ferrettì, Gasparetto, Legittimo, Rosina; Togni, Capece; Filippini, Germinale, Finotto (Di Quinzio); Fioretti. A disp. Albertoni, Aldrovandi, Gentile, Bellemo, Landi, Di Quinzio (Finotto), De Cenco. All. Brevi.






Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2014 alle 18:54 sul giornale del 20 settembre 2014 - 2040 letture

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