Calcio: Ascoli-Prato, conosciamo gli avversari

3' di lettura 26/09/2014 - Come sono lontani i tempi in cui, proprio su queste pagine, parlavamo del Prato alla vigilia della gara contro l’Ascoli. Sono passati in fondo solo pochi mesi eppure sembra cambiato tutto in riva al Bisenzio.

Dal pessimismo e la contestazione a prescindere contro la società (con il patron Andrea Toccafondi che ha lasciato il testimone della presidenza al figlio Paolo), si è passati ad un rinnovato clima di fiducia certificato dagli oltre 700 abbonamenti che da queste parti non si registravano da tempo.

L’accordo con l’Inter Fc ha portato alla ribalta una strategia societaria utile sia alle ‘big’ del calcio italiano che alle cosiddette società minori. Tutti hanno benedetto questa partnership, dai giornali nazionali ai dirigenti federali. Questo ha dato luce nuova al Prato, che oltre ad avere una decina di giocatori ‘made in Inter’ (il portiere Ivusic; i difensori Bandini ed Eguelfi; i centrocampisti Gabbianelli, Knudsen, Pasa, Romanò e Tassi; gli attaccanti Ogunseye e Fofana) ha potuto avere il sì di un attaccante così importante come Riccardo Bocalon (anno scorso oltre venti gol a Venezia) che ancora è di proprietà della ‘Beneamata’.

Un valore aggiunto è rappresentato pure dal capitano Raffaele Rubino, che nonostante 36 anni suonati, ha lasciato Novara (dove ha segnato con quella maglia in tutte le categorie professionistiche: primato unico in Italia) ed ha rimandato la carriera post-giocatore per sposare il progetto del Prato e mettere a disposizione tutta la sua esperienza. Nuova anche la difesa, con i centrali Rickler e Dametto e con i rientranti Bagnai e Ghidotti.

Di prestigio l’arrivo di un centrocampista-attaccante come Jacopo Fanucchi, che a Prato aveva iniziato la propria carriera e che si è trovato a suo agio nel tridente insieme a Bocalon e Rubino. Il problema maggiore evidenziato dal Prato in questo inizio di stagione è stato quello legato all’amalgama del gruppo, praticamente nuovo.

Vincenzo Esposito, confermato allenatore e che all’Inter aveva vinto tutto con la Primavera di Destro, Balotelli e Napoli, sta cercando il modulo giusto. Il recupero di Knudsen in mediana è parso subito positivo ma un tempo soltanto con il Savona è troppo poco per lasciarsi andare a giudizi risolutivi.

Difficile dire come giochi questa squadra. Tanti sono stati i moduli provati. Fanucchi in appoggio alle due punte è stato praticato fino alla gara col Savona, nella quale il tecnico laniero ha optato per il turn-over dopo le fatiche del mercoledì nel pirotecnico 4-3 con la Lucchese. C’è da migliorare la fase difensiva, questo il tecnico lo sa. E per questo sta cercando la disposizione migliore per proteggere difensori e portiere che troppe volte sono stati soggetti alle pressioni altrui, subendo critiche che in realtà andavano spalmate su tutti coloro che in qualche modo dovevano partecipare alla fase difensiva.

Probabile formazione (4-3-1-2): Ivusic; Ghidotti, Dametto, Rickler, Grifoni; Pasa, Gabbianelli, Cavagna; Fanucchi; Rubino, Bocalon.






Questo è un articolo pubblicato il 26-09-2014 alle 12:04 sul giornale del 27 settembre 2014 - 1617 letture

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