Sabato 24 gennaio la presentazione del libro di Ilva Fabiani 'Le lunghe notti di Anna Alrutz'

3' di lettura 14/01/2015 - Ilva Fabiani, ascolana di nascita e brillante docente a Gottinga sarà ospite in libreria per una serata dedicata al suo romanzo, vincitore del premio "ilmioesordio" Feltrinelli e eccezionale narratrice apprezzata a pubblico e critica.

L'evento sarà l'occasione per apprezzare la sua scrittura e per conoscere una delle pagine più inquietanti della dittatura nazionalsocialista. Un incontro per scoprire un libro bellissimo e feroce, capace di interrogarci senza censure sul senso della vita.
A dialogare con l’autrice come sempre Veronica Barelli ed Eleonora Tassoni.

L'AUTRICE
Ilva Fabiani è nata ad Ascoli Piceno nel 1970. Dopo la laurea in Filosofia con una tesi su Hegel si è trasferita in Germania, svolgendo lavori di ricerca su diversi autori, fra cui Giordano Bruno, Giorgio Bassani e Beppe Fenoglio. Attualmente è docente di Lingua italiana all’Università di Gottinga. Con il suo primo romanzo Le lunghe notti di Anna Alrutz (Feltrinelli, 2014), frutto di tre anni di ricerca in archivi pubblici e privati, ha vinto l’edizione 2013 del concorso nazionale di narrativa ilmioesordio, aggiudicandosi anche il Premio della critica Scuola Holden per l’opera più originale e il Premio community ilmiolibro, assegnato dai lettori.

IL LIBRO:
"Mi chiamavo Anna Alrutz, numero di servizio 271207. Ero una braune Schwester e avevo una relazione dissennata con una foglia. In autunno".
A quasi settant’anni dalla morte, Anna Alrutz, che in vita è stata una braune Schwester, una delle infermiere specializzate volute da Hitler, non è che un fantasma, una voce senza corpo che vive e rivive brandelli della sua breve esistenza. Primogenita di una ricca famiglia borghese, il padre medico, la madre elegante e colta ma di salute cagionevole, Anna ha trascorso un’infanzia serena. Per via della malattia polmonare cronica della madre e della sorella, tutte le estati della famiglia Alrutz si sono svolte nella stessa amena località termale, Bad Salzgitter. Lì Anna ha conosciuto Helene, l’amica di tutta la vita, e il pastore Rudinski, il suo primo amore impossibile. Ma Bad Salzgitter è anche il luogo dove si è formato il suo carattere, insolitamente forte, ossessionato dall’ordine e dalla disciplina. Nel 1927, dopo la morte della sorella, contravvenendo al volere della famiglia, Anna lascia Medicina per iscriversi alla nuova scuola per infermiere e diventa una braune Schwester. Richiamata a Gottinga dal suo ex professore, il ginecologo Hartmann, diventa la sua assistente personale e svolge con lui un compito molto particolare, voluto per decreto da Hitler: sterilizzare il più alto numero di donne, per “purificare” la futura razza ariana. Anna crede nell’ordine e nel benessere sociale che ne consegue ma quando nella clinica viene ricoverata l’amica Helene, apre gli occhi e quel che vede è, improvvisamente, l’orrore. Con rigore e sicurezza Ilva Fabiani entra nel mondo interiore di Anna e ne fa un personaggio drammaticamente esposto al proprio tempo e alle proprie generose ossessioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2015 alle 20:30 sul giornale del 15 gennaio 2015 - 1042 letture

In questo articolo si parla di cultura

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/ad1L





logoEV