Vivere a 4 Zampe: la condanna a Green Hill salva 3000 cani dalla vivisezione

Lav, liberi i beagle da Green Hill 3' di lettura 24/01/2015 - Venerdì 23 gennaio è una data che difficilmente verrà scalfita dalla memoria dei numerosi animalisti e semplici amanti degli animali che tanto si sono battuti contro la vivisezione. Il 23 gennaio il Tribunale di Brescia ha condannato Green Hill per maltrattamento ed uccisione di animali. Una sentenza storica che chiude un capitolo di orrori.

'Green Hill 2001' è l'azienda che a Montichiari (Brescia) alleva cani beagle da destinare alla vivisezione, ai tavoli operatori della ricerca scientifica. Da Green Hill ogni mese uscivano più di 250 cani, nati e cresciuti con il solo scopo di destinarli a torture indicibili e a morte, in nome di una ricerca scientifica da molti esperti ritenuta obsoleta e sostituibile con metodi più umani.

L'azienda 'Green Hill 2001' possedeva all'incirca 2.500 cani adulti, a cui si devono aggiungere i cuccioli. Una vera industria di cani da vivisezionare. Tutto questo è finito nel giorno del 23 gennaio 2015, quando nel tribunale di Brescia il martello del giudice ha battuto, condannando Renzo Graziosi (veterinario dell'allevamento) e Ghislane Rondot (co-gestore di 'Green Hill 2001') ad un anno e sei mesi di reclusione ciascuno; Roberto Bravi (direttore dell'allevamento) ad un anno di reclusione e al pagamento di una sanzione. Inoltre nel processo è stata disposta la sospensione delle attività per due anni per i condannati; Bernard Gotti (co-gestore di 'Green Hill 2001') è stato assolto e tutti i cani sono stati confiscati.

Circa 3000 cani possono, ora, dirsi salvi e una nuova pagina viene scritta nei libri di Giurisprudenza, decretando vincolanti i principi legati al benessere animale anche quando si tratta di sperimentazione. Cereto, questa vittoria non sarebbe stata possibile se solo alcuni mesi fa non fosse stato approvato il Decreto Legislativo 26/2014, con il quale si vieta l'allevamento di cani, gatti e primati destinati ad esperimenti. Ed è grazie a questo Decreto che Green Hill non potrà più riaprire.

Una vittoria molto sentita dalla Lav, la Lega AntiVivisezione, che da anni milita per il benessere degli animali e in particolare per porre fine alla sperimentazione animale. 'La sentenza di condanna di Green Hill è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d’Italia e del mondo, hanno digiunato, firmato petizioni, realizzato inchieste giornalistiche, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l’indifendibile – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente LAV - sapendo bene che oltre il filo spinato di Green Hill, la vivisezione esiste ancora e uccide quasi 3000 animali al giorno, tutti i giorni, solo nel nostro Paese, e non dà alcuna risposta positiva alla nostra salute: per questo la nostra battaglia è continua'.

Tantissimi gli elementi di prova contro Green Hill, primo fra tutti l'elevato numero di decessi di cani per mancanza di cure idonee (6.023 beagle morti tra il 2008 ed il 2012). Infatti, piuttosto che curare gli esemplari con problemi di salute (talvolta anche in casi di semplici dermatiti), che comunque non sarebbero stati idonei per la sperimentazione, ne venivano allevati di più, sostituendo così quelli 'difettosi'. Colpevoli sono anche i veterinari delle ASL, che effettuavano delle ispezioni sommarie, talvolta preavvisando l'azienda. Verbali e registri (come quello di carico/scarico dei cani) sono risultati incompleti... l'elenco di prove che testimoniano i maltrattamenti è davvero lungo (per l'elenco completo: www.lav.it).

Lav, Enpa, Lega Nazionale Difesa del Cane e Leal sono le organizzazioni che si sono battute in prima linea come parte civile e ora dovranno essere risarcite. La somma, al netto delle spese legali, andrà a costituire un Fondo per la ricerca sui metodi alternativi alla sperimentazione animale, sperando che davvero si sia aperto un nuovo capitolo in cui i protagonisti della ricerca medica e farmaceutica non sono esseri senzienti.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2015 alle 12:01 sul giornale del 26 gennaio 2015 - 2826 letture

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premesso che ho un cane che sta dormendo ai miei piedi ma letto l'articolo non riesco a non fare alcune considerazioni. Cara redazione su questa testata non ho mai visto tanta attenzione per quei "poveri cani" umani che per innumerevoli motivi soffrono e muoiono in tante parti del mondo e magari anche a casa nostra.Un minimo di scala di valori la imporrebbe,ma la sofferenza dei poveri cristi ci infastidisce e ci spaventa.Siamo più proccupati che 'sti "diavoli" siano quei ladri che vengono a rubare nelle nostre case anche aiutati da articoli che sottolineano la diversità.La smetto con queste tristi considerazioni in fondo è domenica e Luna continua a dormire sui miei piedi......




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