La Diocesi interviene sul “Cinema Piceno”, 'Non chiude anzi apre ancora di più le porte alla Città'

Mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno 3' di lettura 14/10/2015 - In seguito delle informazioni e notizie diffuse sembra opportuno, e a questo punto anche necessario e doveroso, intervenire sulla questione “Cinema Piceno” anche per evitare il formarsi di un’opinione pubblica che non rispecchi la realtà dei fatti.

Preme innanzitutto ricordare che il Cinema Piceno esiste grazie alla lungimirante volontà di chi ha guidato, in passato, con saggezza la nostra Diocesi ascolana e seppe creare un luogo di incontro e di confronto, culturale sociale e, perché no, anche religioso.

Tale è stato il Cinema Piceno per lungo tempo, fino a quando non fu presa la decisione di affidarlo ad un soggetto privato affinché, con capacità imprenditoriali estranee al mondo religioso, provvedesse ad ammodernarlo e a mantenerlo attivo.

Oggi, a distanza di oltre 20 anni dagli ultimi interventi di ammodernamento ed a fronte del proliferare di sale cinematografiche sempre più moderne e lontane dai centri abitati, si avverte il bisogno di ricreare spazi di aggregazione più autentici e familiari, aperti al confronto e alla sperimentazione culturale.
E’ giunto il momento che il Cinema Piceno si emancipi dalle logiche consumistiche e di mercato che ne impongono la chiusura in estate o ne impediscono l’utilizzo per la promozione di iniziative artistiche e culturali di giovani artisti emergenti, e torni ad essere luogo di incontro cittadino, di sviluppo culturale e di arricchimento reciproco per la comunità e per la Diocesi.

Per questa ragione, oltre un anno fa, la Diocesi ha deciso che alla definitiva scadenza del contratto di affitto con il gestore privato, fissata agli inizi di agosto di quest’anno, avrebbe ripreso la gestione diretta del Cinema, per poterlo mettere a disposizione delle realtà ecclesiali e delle associazioni cittadine per eventi di carattere artistico, culturale e naturalmente cinematografico.

In seguito all’indizione da parte di Papa Francesco dell’Anno Straordinario del Giubileo della Misericordia e, soprattutto, dell’idea, espressa dal nostro Santo Padre, che tale evento sia vissuto intensamente non solo a Roma ma in tutte le Diocesi del mondo, è apparsa ancor più evidente l’importanza di poter utilizzare il Cinema anche come punto di raccolta e di informazione di turisti e pellegrini sulle molteplici attività in programma nell’anno giubilare (conferenze, incontri, manifestazioni, ecc.), che coinvolgeranno tanti giovani Ascolani.

Con questa lettera speriamo di riuscire ad arginare inutili polemiche o speculazioni sul futuro del Cinema Piceno, che non sta di certo per chiudere, ma che anzi, grazie al Giubileo Straordinario ed al sostegno di tutti, giovani e anziani, cittadini e rifugiati, uomini e donne di buona volontà, si appresta a tornare elemento vivo nella vita sociale e culturale della Città. “Il Cinema Piceno non chiude anzi- conferma Mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno- apre ancora di più le porte alla Città e in particolare alle famiglie e alle associazioni di volontariato”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2015 alle 19:36 sul giornale del 15 ottobre 2015 - 1551 letture

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