Sisma, Italia Nostra: 'Elaborare un minuzioso piano di salvaguardia immediata delle chiese rurali'

4' di lettura 27/09/2016 - Non sono ancora stati individuati con precisione i danni procurati al territorio laziale, marchigiano, umbro e abruzzese dai recenti fenomeni sismici che hanno provocato la quasi completa distruzione di un numero rilevante di località, borghi e frazioni.

Si tratta di una zona d'Italia di antica civiltà, caratterizzata dalla presenza di cittadine e frazioni, diffuse su un territorio dalle caratteristiche montane all’interno dei confini dei Parchi Nazionali dei Monti della Laga e dei Sibillini, le cui cime superano i 2000 metri con le punte più alte che raggiungono i 2500 metri.
Si tratta per lo più di piccole comunità che da secoli hanno legato la loro esistenza all'attività agricola, coltivando con particolare cura terreni sovente scoscesi, dando, peraltro, particolare importanza all'allevamento del bestiame effettuato, per lo più, allo stato brado.

La particolarità di queste comunità è rappresentata dall'attaccamento al proprio territorio, reso evidente dalla presenza di un numero veramente imponente di chiese rurali presenti in tutte le numerosissime frazioni, chiese ricche di pregevoli affreschi, segno di una commovente pietà popolare e di un amore sconfinato per le proprie radici .

La presenza di questo enorme patrimonio, che la violenza degli eventi sismici potrebbe far scomparire per sempre, determinando la fine di una vera e propria civiltà, è l'elemento che più degli altri qualifica e rende prezioso questo territorio all'apparenza periferico,che appare invece come il vero cuore antico del nostro paese. Se questo cuore si ferma, in realtà muore tutto il nostro paese.

Va, quindi, elaborato un minuzioso piano di salvaguardia immediata di questo importante patrimonio con tutti gli strumenti atti ad evitare il crollo definitivo e la distruzione completa, prima di procedere alla più lunga e complessa attività di recupero e restauro.


Attività che deve riguardare anche la struttura tradizionale e preziosa dei pregevoli tessuti urbani, in cui sono presenti o almeno erano presenti, prima degli eventi sismici, edifici di pregevole fattura.
Basti accennare agli edifici del 1500 della piccola frazione di Spelonga, resa famosa dal Film Serafino, che qui girò il grande regista Pietro Germi.

Quindi non solo chiese, ma anche incantevoli borghi e paesi che devono essere restituiti alla loro primitiva integrità e al loro commovente fascino.

Italia Nostra oltre a segnalare l'urgenza di tutti gli interventi atti a mettere in sicurezza gli edifici e le chiese danneggiati dal terremoto e in pericolo di crollo totale, tra cui la fantastica Chiesa della Madonna del Sole di Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto, potrebbe fare un lavoro di prospettiva, non limitandosi alla pur necessaria sollecitazione dell' attività di recupero e restauro, impegnandosi, invece, all'avvio di uno studio sistematico della complessa realtà del territorio aggredito dalla violenza degli eventi sismici per elaborare un progetto che non si limiti a proporre una sterile ricostruzione, per mirare invece alla valorizzazione sistemica di tutte le risorse del territorio nel rispetto di questi principi irrinunciabili e cioè "TUTELA, CONSERVAZIONE, FRUIZIONE E CREAZIONE DI NUOVA CULTURA".

La Sezione di Italia Nostra di Ascoli, a tal fine, continuerà in questa prospettiva il lavoro già da tempo avviato.
Occorre, ora, indicare con precisione la condizione delle chiese del territorio ascolano, interessate ai recenti eventi sismici. La segnalazione riguarda le chiese del “cratere “ degli eventi sismici, cioè i Comuni di Arquata del Tronto con le sue frazioni, Acquasanta Terme e Montegallo. Va tenuto presente, peraltro, che i danni del terremoto riguardano anche altre località del territorio piceno. Basti qui accennare alla situazione di Ascoli, dove parecchi edifici e chiese del centro storico sono stati dichiarati inagibili e al pericolo di crollo di alcune delle torri medioevali della città che devono essere assolutamente messe in sicurezza.

Per quanto riguarda le chiese di cui viene fornito l’elenco, occorre precisare che, al momento, non è stato ancora effettuato alcun intervento per la messa in sicurezza, intervento che appare urgentissimo per evitare la scomparsa di un patrimonio dal valore inestimabile.

Chiese di pregio, ad alto rischio di crollo da puntellare-fasciare o altro, con estrema urgenza:
-Madonna del Sole (Arquata-Capodacqua)- chiesa ottagonale
-S.Pietro e Paolo (Arquata-Borgo) . Una Lunetta , realizzata da Cola d’Amatrice o da un suo collaboratore, è stata fortunatamente messa in salvo.Il restauro urgente potrebbe essere effettuato a cura della nostra Associazione)
-S.Antonio Abate (Arquata-Capodacqua)
-S.Salvatore (Arquata)
-S.Pietro Apostolo (Arquata-Capodacqua)
S.Francesco (Arquata-Borgo)
S.Maria Vetere (Arquata-Pretare) con un il Dipinto Madonna del Rosario-Fratelli Angelucci di Morrvalle-MC- Scuola Umbra
S.Rocco (Arquata-Pretare)
S.Maria in Pantano (Montegallo)chiesa romanica con i famosi affreschi delle Sibille da restaurare- La Chiesa si trova nel cuore del Parco Nazionale dei Sibillini.
S.Savino (Montegallo-Uscerno)
Chiesa e Canonica di Rigo-Montegallo -1600-1700
S.Maria della Misericordia (Acquasanta Terme-Tallacano)
Chiese di Vallecastellana (Ceraso-Fornisco-Stivigliano-Valloni) provincia di Teramo-Abruzzo (Vallecastellana è compresa nella Diocesi di Ascoli Piceno).


da Italia Nostra sez. di Ascoli Piceno





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2016 alle 12:41 sul giornale del 28 settembre 2016 - 670 letture

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