Presidenza dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto: Cardilli, "Inammissibile diktat del PD e di Offida"

3' di lettura 17/01/2017 - La democrazia non è giocare ad “asso piglia tutto”. L’atteggiamento del Partito Democratico snatura la collegialità e gli obiettivi dell’Unione.

C’è il rinnovo della presidenza dell’ente, scaduta nel dicembre scorso dopo 2 anni e mezzo, e Offida vuole di nuovo lo scettro dopo due anni e mezzo di reggenza. Dietro a questa manovra ci sono alcuni retroscena, poco rumorosi ma parecchio efferati, con la regia del Partito Democratico. Vogliono tutto: si sono presi l’Istituto Comprensivo, vicenda per cui abbiamo già hanno firmato più di migliaio persone indignate su una petizione, contro lo smembramento dell’Isc Falcone e Borsellino.

Ed ora, vogliono anche l’Unione. Ancora una volta. Offida è già in carica da due anni e mezzo – periodo massimo stabilito dallo statuto -, ed ora ci doveva essere un avvicendamento a rotazione seguendo i principi democratici secondo cui nacque l’ente tanti anni fa, anche se non è vietato il secondo mandato. A rotazione, quindi, ogni due anni e mezzo, tocca, per statuto, ad ogni comune componente dell’Unione (SI RICORDA CHE SPINETOLI HA FATTO GIA' UN MANDATO DA 2 ANNI E MEZZO E DOPO QUELLO DI OFFIDA SAREBBE TOCCATO A COLLI DEL TRONTO POI A CASTEL DI LAMA E IN ULTIMO A CASTORANO) così facendo uno dei sindaci dell'unione non farà mai il presidente, E QUESTO E' INACCETTABILE!!!.

Il mandato ad Offida è scaduto lo scorso dicembre e, seguendo questo principio democratico, la presidenza dell’ente doveva toccare ad un altro comune. Ma non è così. Si stanno minando gravemente le fondamenta su cui si mantiene un ente di natura democratica, nato al servizio dei cittadini dei comuni di riferimento, e non certo al servizio di una fazione politica ben precisa: il Partito Democratico. Voglio ricordare anche che all’epoca, quando per effetto della rotazione la presidenza dell’ente toccava al comune di Appignano, l’allora sindaco, Nazzarena Agostini, rifiutò perché sapeva che di lì a poco ne sarebbe uscita; segno, questo, di una grande correttezza istituzionale.

Quindi, a conti fatti, oggi toccherebbe a Castel di Lama e a Colli. A margine di un vertice tra noi comuni di riferimento per assegnare l’incarico al nuovo presidente, purtroppo si è verificato un fatto molto spiacevole: c’è stato un vero e proprio diktat di Offida alla presa dell’Unione. Ancora una volta. Ora, però, era il turno di Colli del Tronto, anche se, per quanto mi riguarda, avrei potuto anche saltare il giro. Il problema, però, è che se poi è la direzione provinciale del Pd ad orientare la carica del nuovo presidente, allora i conti non possono tornare. Non è giusto.

L’unione esiste da più di un decennio, ma una cosa del genere non era mai accaduta. Si tratta di un vero e proprio diktat, ma ricordo al Pd che siamo ancora in democrazia. Non è la questione di appoggiare un sindaco al posto di un altro, ma solo di portare avanti un principio, certamente non riportato nello statuto ma sta poi alla correttezza di ognuno agire di conseguenza. Si tratta di un turn over che si basa sulle regole della democrazia. Ora, però, a grave rischio.

da Andrea Cardilli
(sindaco Colli del Tronto)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2017 alle 12:00 sul giornale del 18 gennaio 2017 - 591 letture

In questo articolo si parla di politica, comune, colli del tronto

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