Fortezza Pia, Italia Nostra: "Degrado e condizione di insicurezza e di pericolo per l’incolumità delle persone"

3' di lettura 18/12/2019 - Sono comprensibili gli ostacoli che occorre superare per procedere al recupero e restauro della Fortezza Pia. Infatti gli interventi necessari richiedono la utilizzazione di ingenti risorse che probabilmente, al momento, non sono nella disponibilità del Comune, proprietario del Bene.

Se ciò è vero, non si può d’altra parte accettare senza alcuna preoccupazione la condizione di insicurezza in cui il bene versa. Si fa riferimento in particolare alla mancata chiusura della porta cancello di ferro, condizione che rende possibile a chiunque l’ingresso nell’ edificio insicuro e quindi estremamente pericoloso per l’incolumità dell’incauto esploratore del prestigioso manufatto. Ne potrebbero derivare danni particolarmente gravi di cui sarebbe chiamato a rispondere, per omessa vigilanza e non accorta custodia, il proprietario del bene.

Eppure per evitare che si possa concretizzare questo pericolo per le casse del comune, non sarebbe necessario far ricorso ad esborsi eccessivi di denaro: basterebbe in pochissimo tempo chiudere la porta cancello in ferro con una robusta catena e un lucchetto, provvedendo contestualmente ad apporre un cartello con l’indicazione dell’assoluto divieto di accesso all’interno del complesso monumentale.

Ma il pericolo per un malaugurato visitatore del sito, attirato dal pregio del luogo e dalla desiderio di ammirare dal piazzale antistante la Fortezza il panorama incomparabile che è possibile godere dal luogo, è rappresentato dalla mancanza di ogni forma di protezione sul ciglio che delimita il piazzale stesso che si affaccia su un precipizio profondo anche più di 5 metri.

La malaugurata caduta dall’alto di questo ciglio incustodito e senza protezione alcuna potrebbe addirittura rilevarsi letale per chiunque dovesse essere coinvolto in questa tragica eventualità. E le conseguenze di questo evento ricadrebbero sul proprietario del bene.

D’altra parte, anche in questo caso, la messa in sicurezza del sito non richiederebbe l’esborso di somme rilevanti. Basterebbe, infatti, sistemare per tutta la lunghezza del precipizio almeno una solida rete adeguatamente ancorata al terreno per evitare che qualcuno possa cadere malauguratamente nel vuoto. In un secondo momento si potrà, poi, con più calma realizzare una muretto più elegante, che si adegui al pregio e al valore del sito e della Fortezza.

In seguito, a nostro parere, bisognerà elaborare un progetto di recupero complessivo del bene, individuando contestualmente il tipo di utilizzazione più conveniente e tale comunque che possa contribuire alla sua valorizzazione, favorendo in questo modo un’ulteriore promozione dell’immagine della città, creando così ulteriori condizioni favorevoli per poter aspirare alla sua scelta quale Capitale della Cultura Italiana o addirittura dell’Europa. Riteniamo, comunque, che nella individuazione delle soluzioni più adeguate per il recupero e la valorizzazione del Complesso Monumentale si debba coinvolgere nel lavoro di analisi e di progettualità in primo luogo la Scuola di Architettura e Design che la città ha la fortuna di ospitare e in pari tempo le Associazioni Culturali e di Tutela che operano con puro spirito di volontariato nel territorio oltre naturalmente agli Ordini Professionali degli Ingegneri e degli Architetti.

La Sezione di Italia Nostra, già da ora, conferma la Sua disponibilità a fornire la sua collaborazione nello spirito di puro volontariato che caratterizza da sempre la sua attività.


da Italia Nostra sez. di Ascoli Piceno







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2019 alle 15:31 sul giornale del 19 dicembre 2019 - 177 letture

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