FishEyeLIS: l'accessibilità passa dalla radio

4' di lettura 28/04/2020 - La disabilità è negli occhi di chi guarda.

Mariarosaria Scarfogliero è nata a Napoli ma risiede a Torre del Greco (NA). Si è laureata in "Archeologia e storia delle arti" per poi trasferirsi a Bologna per lavoro. Lì ha frequentato i corsi di Lingua dei Segni Italiana e quello di Interprete LIS che oggi le consente di lavorare come libera professionista in questo settore. Questo è stato solo un punto di partenza poiché nel tempo ha approfondito gli studi nell'ambito della disabilità. Si è specializzata anche nel Braille (per i ciechi), nella LISt (LIS tattile per i sordociechi) ed è diventata Assistente alla Comunicazione. È iscritta all'ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana). Molto attiva sul web, lei e una collega fiorentina gestiscono insieme una pagina dal nome "Pillole in LIS" e cercano di diffondere curiosità e non solo in LIS, sottotitolate per renderle accessibili anche a chi non conosce questa lingua.

1) Come ti sei avvicinata alla LIS?
Il mio interesse per la LIS nasce casualmente vedendo dei sordi segnare per strada. Rimasi incantata nel vedere mani che come una danza volteggiano nell'aria per esprimere concetti, percepire emozioni dagli sguardi, comunicare con tutto il corpo. Non vidi in quel momento nulla di diverso da me, sentii solo che volevo farne parte. Avvertii una sorta di "vocazione" dove il mio io mi disse: "ecco cosa farai nella vita", mettendo di nuovo in gioco me stessa e iniziando un nuovo percorso completamente diverso da quello affrontato fino a quel momento. A Bologna ebbi la fortuna di convivere con una ragazza sorda e quindi di immergermi completamente nella cultura sorda apprendendo sempre di più di questo mondo. Ho capito che ciò che per noi udenti è scontato, in realtà non lo è affatto. Ad esempio vedere luci che si accendono al posto del suono del citofono, usare una sveglia che vibra perché altrimenti non la si sente e tanto altro.

2) Com'è nata l'idea di rendere accessibile un programma radiofonico?
L'idea di rendere accessibile un programma radiofonico nasce sempre dalla mia ostinazione di diffondere la LIS, che purtroppo ad oggi seppur lingua necessaria è ancora troppo ignorata. Alla radio tutto ebbe inizio a maggio 2019 con un'intervista riguardante la LIS. Con lo staff, gli speaker Giovanni Arrotino e Alessia Fucci, e la regia di Gabriele Toralbo, è nata subito un'ottima sintonia. Si è creato un rapporto di amicizia e da allora, tra una parola e l'altra, ci siamo chiesti come poter unire le nostre passioni: radio e LIS. Ci sembrava impossibile poter unire i due mondi giacché la radio è destinata a un pubblico udente. Tuttavia ci piacciono le sfide ed è impossibile solo quello che non si prova. Abbiamo lanciato questo esperimento sociale dove domina una sola parola: ACCESSIBILITÀ. Per fortuna oggi la tecnologia ci mette a disposizione molti strumenti. Se la LIS dopo 70 anni è entrata nel festival di Sanremo con la musica, perché non sarebbe potuta entrare in una radio?

3) Di cosa tratta il programma FishEye?
FishEye è un programma musicale che va in diretta tutti i lunedì dalle ore 22.00, oramai da quasi 8 anni, sulla web-radio Radio Stonata (direttore Eugenio Ceriello). Ogni settimana Giovanni alias Argo e Alessia alias Arwen, raccontano grazie alla musica, che va dal cantautorato italiano al rock, curiosità dal mondo. La scaletta è ben strutturata in quanto sono presenti 7 brani uno per ogni decade, dagli anni '60 ad oggi e per ogni brano si ricollega una tematica. Tra i temi trattati quest'anno si è aggiunta la Green Eye che si incentra sull'ambiente.

4) Che tipo di riscontro ti aspetti dalla comunità sorda?
Ovviamente l'approvazione dell'iniziativa, il piacere di sentirsi coinvolti in una cosa che fino a questo momento era solo utopia. Il riscontro noi lo speriamo non solo dai sordi ma anche dagli udenti. La LIS deve essere conosciuta, oltreché riconosciuta in Italia, per potersi diffondere.

5) L'interprete LIS in radio: quali prospettive?
L'interprete può essere ovunque, perché tutto quello che si ascolta può essere tradotto. La prospettiva è una: fare cose belle sperando che crescano e che se condivise diventino qualcosa di grande. È bello sapere che siamo il primo programma radiofonico accessibile in LIS. Ci rende orgogliosi fare qualcosa di buono. Purtroppo siamo in una società in cui regna l'egocentrismo, non si ha il tempo di fare qualcosa per gli altri, tanto meno di chiedersi "e se fossi io dall'altra parte?". In realtà a me piace rendermi utile agli altri e in questo caso integrare e unire due mondi distanti. Ma la distanza è solo per chi la percepisce così come la disabilità. La disabilità è solo negli occhi di chi la vede. Ecco perché da oggi possiamo dire "tieni d'occhio la radio".


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2020 alle 09:25 sul giornale del 28 aprile 2020 - 383 letture

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