La letteratura salverà davvero il mondo (e soprattutto noi)?

5' di lettura 28/04/2020 - Il potere salvifico di saggi, poemi, racconti e romanzi all’inizio del ventunesimo secolo.

La letteratura, attraverso i suoi saggi, poemi, racconti e romanzi, ha sempre rappresentato per l’uomo un’occasione unica per conoscere la caleidoscopica realtà che lo circonda, ma non solo. Le opere di scrittori del presente e del passato sono, in aggiunta, preziose tessere di un puzzle che se correttamente disposte possono comporre l’immagine raffigurante la nostra persona: ogni libro parla infatti dell’essere umano, dei suoi problemi e dei suoi pensieri. Quando decidiamo di prendere in mano uno scritto, e di iniziare a leggerlo, non facciamo altro che dedicare del tempo alla scoperta di uno dei tanti aspetti relativi alla natura dell’individuo, certamente una piccolissima parte rispetto alla totalità della complessa figura umana. Senza accorgercene, non stiamo semplicemente trascorrendo piacevoli ore in libertà quanto provando a rispondere a una delle domande esistenziali più frequenti e insondabili ossia “chi siamo”. Scorrendo con attenzione l’Emilio di Rousseau scopriamo per esempio come il fanciullo deve tendere in primis alla felicità tipica dei suoi anni più belli e solo dopo dedicarsi anima e corpo all’educazione, sfogliando Dei delitti e delle pene di Beccaria apprendiamo invece che l’essere umano, che in vita commette reati, deve sempre avere l’occasione di redimersi grazie a una pena rieducativa che abbia una funzione pedagogica. Insomma: la letteratura parla sempre di noi, dei nostri comportamenti, dei nostri modi di pensare e lo fa attraverso narrazioni che affrontano, appunto, il tema uomo. Tutto ciò risulta fondamentale poiché la letteratura intesa come alfabeto del mondo ci permette, in tempi così complessi come quelli che stiamo vivendo, di ripartire dall’abc della parola al fine di (ri)conoscere noi stessi. velocità con cui sta cambiando la società, e quindi anche la collettività di cui siamo parte, ci impone di “rifiatare” per un attimo tornando, grazie alla letteratura, a riapprezzare l’essere umano con tutti i suoi pregi e difetti.

Alcune sfaccettature della natura umana

Se la letteratura può certamente definirsi una sorta di laboratorio linguistico, “locus amoenus” dove è possibile innovare l’idioma e salvarlo dall’imbarbarimento a cui è sottoposto in occasione della vulgata di tutti i giorni, allo stesso tempo è anche un’isola felice dove poter evadere dalla complessa realtà quotidiana alla scoperta del mondo e soprattutto di noi stessi. Il viaggio salvifico e metaforico che possiamo intraprendere grazie alla vasta produzione letteraria a disposizione conosce sì una meta definita, ovvero la comprensione dell’essere umano, ma non un’unica strada. Volendo, possiamo “imparare a conoscerci” leggendo opere di Voltaire, alcune epiche come l’Enriade e altre satiriche come La Pulzella d'Orléans che trattano tematiche terrene come il fanatismo religioso, la prima, e la figura dell’uomo-eroe, la seconda. Non contenti possiamo passare poi ad alcuni suoi interessanti aforismi che ci riguardano da vicino come quello che recita così:” Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”. Se invece di tornare indietro nel tempo con la scrittura al 1700, ci recassimo piuttosto alla scoperta di un autore di fama mondiale come Fëdor Dostoevskij? Il suo Delitto e castigo, opera che narra le vicende del giovane Raskol'nikov e di come l’uccisione dell’usuraia che soleva impegnare i suoi oggetti lo cambi nel profondo, è un capolavoro senza tempo che mette al centro la persona. L’individuo però non è solamente un essere vivente mosso dalla volontà di redenzione ma è anche un soggetto altamente razionale: esistono libri, che tra poco andremo a suggerirvi, che tratteggiano le caratteristiche del cosiddetto “homo strategicus”, ossia colui il quale è in grado di adottare la scelta migliore in base alle informazioni a disposizione. Tra questi volumi c’è L’arte della guerra di Sun Tzu, manuale che descrive stupendamente l’uomo riflessivo in grado, attraverso calcolati ragionamenti, di aver la meglio sull’esercito nemico. Ottimizzando le risorse a disposizione e sfruttando a suo favore il terreno di battaglia, egli potrà sempre superare qualsiasi oppositore. Tale saggio, i cui insegnamenti sono oggi applicabili anche ad altri ambiti inerenti il business o anche il poker, non è l’unico da leggersi: un altro capolavoro quale il Principe di Machiavelli è infatti un ottimo esempio di come l’individuo possa, con astuzia, raggiungere gli obiettivi prefissati. Infine non possiamo non menzionare La strategia militare di Sun Pin testo che, sebbene sembri riprendere alcuni precetti strategici di Sun Tzu, in realtà innova il trattato militare del famosissimo generale e filosofo cinese esaltando in particolare la tattica della “guerra lampo”.

“Sfuggire” a questa società post-moderna

Attraverso la letteratura possiamo sfuggire alle grinfie di questa società post-moderna (e liquida, come direbbe Bauman) che con la sua prorompenza ci sta facendo dimenticare chi siamo. Leggendo più libri abbiamo l’occasione (e il dovere) di fare la conoscenza di noi stessi, riscoprire come eravamo e immaginare quale sarà il nostro futuro. Evitare il bellissimo confronto con i libri significherebbe d’altronde navigare in mare aperto senza l’uso di una bussola. Ecco spiegata dunque l’importanza del potere salvifico di saggi, poemi, racconti e romanzi nel ventunesimo secolo.






Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2020 alle 10:51 sul giornale del 28 aprile 2020 - 42 letture

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