Imparati si nasce: tutta un'altra scuola

9' di lettura 09/05/2020 - Le persone sono più importanti delle cose. Swami Kriyananda

Giorgia Petrini è imprenditrice, scrittrice, artigiana e blogger. Da più di vent’anni si occupa di impresa, innovazione, politica e associazionismo. Oggi, anche di scuola e di educazione . Ha vinto vari premi e ha ricoperto cariche importanti. Ha scritto tre libri e ha collaborato per quasi due anni con Il Sole 24 Ore. Moglie di Marco e mamma di Samuele. Per lui hanno scelto un'educazione parentale.

1. Che cos’è l’educazione parentale?
L’istruzione parentale, che comprende l’educazione, è una scelta formativa che qualunque famiglia può compiere in Italia come percorso di istruzione alternativo alla scuola tradizionale. La famiglia in questo caso è veicolo e regia di aiuto e sostegno nei percorsi di apprendimento più idonei e rispettosi delle inclinazioni e delle attitudini dei figli. Nel mio ultimo libro “La Scuola non esiste” cerco di avvicinare le famiglie più ignare alla conoscenza di questi argomenti e di questo tipo di scelta, soprattutto nella fase iniziale.

2. Perché avete scelto l’homeschooling?
Dopo anni spesi ad approfondire tanti temi che navigano attorno all’educazione e all’apprendimento, soprattutto nei primi anni di vita dei bambini, abbiamo scoperto che esisteva l’homeschooling e che in Italia era una scelta consentita dalla nostra Costituzione per tutto il periodo relativo all’obbligo di istruzione (non è la scuola a essere obbligatoria infatti, ma l’istruzione). Nel nostro caso, rispondeva esattamente alle nostre priorità e ci sembrava il modo migliore per privilegiare e valorizzare al massimo le inclinazioni, il potenziale, i talenti e le attitudini dei figli, sulla base di quanto avevamo appreso dai nostri studi e dalle esperienze come imprenditori in determinati ambiti.

3. Qual è la differenza tra homeschooling e unschooling?
Oggi in Italia potremmo sintetizzarla così: chi decide di fare “scuola a casa” (homeschooling) seguendo alla lettera o comunque privilegiando il programma svolto dalla scuola di pertinenza territoriale; e chi invece, pur nel rispetto delle linee guida del Miur, decide di privilegiare gli argomenti e le curiosità espressamente manifestate dai figli (unschooling) senza badare troppo al ritmo imposto dalle norme. Noi per il momento siamo ancora più vicini alla seconda scelta e meno alla prima per una serie di ragioni. Il bello è proprio questo: puoi adattarti giorno per giorno a quello che vedi, a quello che accade, a ciò che si addice di più alla tua famiglia e cercare di capire con pazienza e più attenzione chi sei e dove sei diretto.

4. La scuola: opportunità od obbligo?
La scuola in Italia non è obbligatoria. È obbligatoria l’istruzione e questo nessuno lo sa. Ciò non toglie che nella vita obbligo e opportunità sono senza dubbio cose diverse, sebbene a volte possano o debbano anche essere connesse. La scuola potrebbe essere una bellissima opportunità, se divenisse qualcosa di simile al manifesto che abbiamo lanciato in questi giorni dal nostro blog (è possibile aderire e firmare la petizione a questo link: https://www.change.org/p/un-manifesto-proposto-al-governo-per-le-istanze-di-una-scuola-nuova?utm_source=share_petition&utm_medium=custom_url&recruited_by_id=6f1e3528-0b00-4fb0-b37a-49afcda31a96). Eppure, ormai da tempo, è un sistema aggrovigliato su se stesso che risponde principalmente a una serie di schemi, di standard, di necessità e di imposizioni acquisite dovute a una società che, nel tempo, ha innescato meccanismi e dipendenze tali per cui abbiamo dimenticato l’origine della scuola e la sua reale funzione, delegandole tutto, o quasi.

5. Qual è il rapporto tra istruzione ed educazione?
Noi siamo grandi amanti dell’etimologia delle parole. Nei nostri scritti se ne trova spesso riferimento. Le parole sono importanti e l’etimologia ce ne spiega esattamente il significato che serve a dare valore e peso al senso più profondo di ogni parola nella realtà. Cosa significa nella vita, quindi, istruire ed educare? Il rapporto fra istruzione ed educazione è nel fornire strumenti, istruzioni appunto, o meglio intuizioni e mezzi, in grado di “educere” ossia condurre fuori quello che ogni essere umano ha già dentro di sé. Ognuno di noi è portatore di doni ricevuti, di talenti donati, di inclinazioni e predisposizioni nei confronti di qualcosa: la vita è il viaggio che si compie per fare questa scoperta, attraverso l’istruzione e l’educazione (ma non solo). Io aggiungerei che l’istruzione parentale consente in più di dotarsi anche di maggiore fiducia, libertà e rispetto per la persona, abbandono e gratitudine. Sono tutte cose che, avendo a che fare con le virtù, interessano poco qualunque sistema strutturato e prioritariamente concentrato su sé stesso (efficienza e produttività) e sul proprio funzionamento, anziché sul suo fine ultimo, quello primario.

6. Qual è la vostra giornata tipo?
Ce ne sono diverse sul nostro blog www.lascuolanonesiste.blog. È una delle domande più frequenti che ci sentiamo fare e quindi alla fine abbiamo aperto sulle nostre pagine una sezione dedicata. Se ne trovano diverse anche sul nostro canale YouTube che risponde sempre a “La Scuola non esiste”. In ogni caso, il concetto è che non esiste la giornata tipo, neanche nella vita di chi va a scuola. Ogni giorno si vive una scoperta dettata dalla realtà quotidiana, dalle domande di quel giorno e lo si fa spesso in modo diverso perché ogni domanda può avere una sola risposta (più o meno elaborata) ma tanti modi per raggiungerla e il viaggio per trovarla fa parte della ricerca: la soluzione non è mai veramente scritta alla fine del libro. Come tutti, abbiamo delle abitudini, i nostri rituali, le nostre necessità e i nostri appuntamenti fissi, ma stiamo alla larga dalla possibilità di scambiare un’abitudine per uno standard, o una consuetudine per una legge.

7. Quale futuro vorresti consegnare nelle mani di Samuele?
Da cristiani, ci dedichiamo a consegnare nelle sue mani un presente che abbia valore. Il passato e il futuro sono solo e sempre frutto di tentazione. La vita è qui e ora. Se non si impara a vivere il presente si vive spesso di rimpianti o di idealizzazione costante del futuro. Credo che questa emergenza Covid-19 ce lo stia ampiamente dimostrando attraverso la continua ricerca del colpevole per ciò che è già accaduto e per quello che deve ancora succedere. Pochi sono quelli che vedono cosa ogni giorno di questa quarantena ci ha consegnato, cosa abbiamo nel presente.

8. Com’è l’Italia che innova?
Anche qui ho scritto un libro dedicato all’argomento dieci anni fa, proprio con questo titolo. Dieci anni dopo, senza contraddire quello che scrissi allora e cercando di sintetizzare, ritengo che per innovare si debba essere liberi da schiavitù istituzionali, politiche, economiche, ideologiche, sistemiche o strutturali, e che l’Italia sia un Paese con un potenziale enorme, se solo noi adulti non fossimo tutti così concentrati solo su noi stessi, e invece di consumare tutto avidamente cercassimo di condividere tutto al di fuori di noi. Chi ha capito che la propria vita è per gli altri innova fino a 90 anni; chi non lo ha capito diventa vecchio a 25.

9. Qual è il tuo rapporto con la fede?
Personalmente, sono stata atea fino a 33 anni. Poi, all’apice della carriera e della fama, per una serie di accadimenti e di incontri che descrivo nel mio secondo libro “Il Dio Che Non Sono” ho incontrato la chiesa cattolica e la mia vita è cambiata radicalmente. È cambiato tutto, proprio tutto.

10. “La scuola non esiste”. Provocazione o magra consolazione?
Provocazione sicuramente e nel libro dico anche perché. Magra consolazione non direi perché di fatto esiste e la maggior parte delle persone vi ricorre ritenendola peraltro insostituibile per tanti motivi che probabilmente poco hanno a che vedere con l’effettiva raggiungibilità del suo obiettivo (anche qui, proprio ieri abbiamo pubblicato i primi risultati di un questionario anonimo e aperto che sta girando sulla scuola ai tempi del Covid-19 : https://lascuolanonesiste.blog/2020/05/02/risultati-del-questionario-sulla-scuola-covid19-a-fine-aprile-2020/.

11. Come avete affrontato il periodo di isolamento forzato?
Intanto non vivendolo come una condizione di “isolamento forzato”, sempre perché le parole sono importanti, ma come un “tempo di opportunità”, quale di fatto si è rivelato. E noi siamo abituati a viaggiare tanto e a passare l’80% del nostro tempo fuori di casa. In secondo luogo, noi (probabilmente proprio grazie alla scelta dell’istruzione parentale) eravamo già familiarmente sintonizzati sulla realtà quotidiana e sulla condivisione matura delle scelte. Abbiamo preso atto e, senza particolari scoraggiamenti, ci siamo dati da fare per far sì che fosse un tempo di responsabilità, di libertà interiore, di apprendimento differenziato, di limite vissuto come opportunità. Pur vivendo in un appartamento di 80 mq senza terrazzo, siamo pieni di risorse, di fantasia e soprattutto cerchiamo sempre di guardare a quello che c’è ancora e non a quello che non c’è più (come disse Zanardi subito dopo l’incidente che lo privò delle gambe). Abbiamo girato anche dei video disponibili sul nostro canale YouTube, sulle nostre pagine social e su Facebook Watch, nel tentativo di confortare e ispirare quelli che non vedono l’ora di uscire da questa quarantena, senza rendersi conto di cosa si stanno perdendo! Ci sono anche tanti suggerimenti su cosa fare a casa con i figli.

12. Qual è il tuo motto?
Non penso di avere un motto, ma piuttosto un rapporto con Dio Padre. Quello che Samuele si sente dire da quando è nato è che “le persone sono più importanti delle cose” dove per “cose” intendiamo tutto ciò che persona non è: il denaro, il ruolo, il merito, la condizione, la provenienza, la posizione, la fama. Questo è ciò che nella nostra vita di oggi e nella nostra scelta educativa muta silenziosamente, per ognuno di noi, il merito in Grazia e l’errore in misericordia. Se prima di morire impariamo a fare bene questo e mi dite dove si firma, ritengo di aver ottenuto il massimo di quello che potevo da questa vita, motto compreso.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 09-05-2020 alle 11:33 sul giornale del 11 maggio 2020 - 785 letture

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