Università e formazione degli interpreti LIS: diffidate dalle imitazioni!

2' di lettura 12/05/2020 - "Il nostro è un lavoro importante per garantire il diritto delle persone sorde all’accessibilità in qualsiasi ambito della loro vita e per garantire la loro piena partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese e merita una formazione di alto livello come quella sostenuta da un Ateneo prestigioso come Ca' Foscari". Francesca Malaspina, Presidente Nazionale ANIOS

Un'altra perla firmata Ca’ Foscari Venezia, pioniera nell’insegnamento della Lingua dei Segni Italiana (LIS), attiva nell’ateneo già dal 1999. Nell’anno accademico 2020/21 la LIS viene inserita nel curriculum inglese-spagnolo del Corso di Laurea Magistrale in Interpretariato e traduzione editoriale, settoriale (ITES) del Campus di Treviso. Gli studenti ora potranno scegliere anche la LIS come lingua di specializzazione, abbinandola all’inglese o allo spagnolo. Ca’ Foscari ha da sempre investito molto nella Lingua dei Segni: dal 2002 la LIS è diventata lingua di specializzazione nel Corso di Laurea in Lingue e scienze del linguaggio, ora Lingue, civiltà e scienze del linguaggio, e nel Corso di Laurea magistrale in Scienze del linguaggio. Un progetto scientifico e didattico all’avanguardia che prevede da un lato lo studio della LIS e dall’altro lo studio delle problematiche legate alla sordità e alla comunità sorda. “Si tratta di un traguardo importante per la formazione degli interpreti di Lingua dei Segni italiana – afferma la prof.ssa Anna Cardinaletti – che finalmente possono seguire un Corso di Laurea Magistrale specifico, come avviene per la formazione degli interpreti delle lingue vocali e come richiedono le direttive europee. Tutto questo nella più ampia sinergia con le realtà che si interfacciano col mondo dei sordi come Anios, l’Associazione interpreti di Lingua dei Segni Italiana, di cui Francesca Malaspina è Presidente Nazionale. "Lavoriamo da anni per raggiungere questo obiettivo - afferma Malaspina - l'alta formazione per gli interpreti di Lingua dei Segni è finalmente realtà. La nostra professione infatti richiede solide competenze linguistiche, culturali e deontologiche e un risultato come questo ci riempie di orgoglio. Del resto anche la risoluzione UE del 2016 su interpreti e Lingue dei Segni prevede una formazione accademica corrispondente alla formazione che ricevono gli interpreti di lingue vocali. Ca' Foscari ha concretizzato il frutto di una lunga e proficua collaborazione e siamo certi che questa esperienza formativa sarà l'inizio di un percorso sempre più professionalizzante".


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2020 alle 08:19 sul giornale del 13 maggio 2020 - 1173 letture

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