Grandezza e "mistero" di Dante: un docente universitario ce ne parla, in un suo libro

4' di lettura 27/11/2020 - "Su Dante Alighieri, di cui ricorre tra poco, nel 2021, il settimo centenario della morte, oltre a cose molto interessanti capaci di aprire nuove prospettive di ricerca (per esempio l'evidente presenza, nel "background" culturale della "Divina Commedia", anche di fonti arabe medioevali), sono state dette anche varie inesattezze, o quantomeno forzature".

Ad esempio, "Posso assicurare che è falsa la notizia (circolata, in passato, sulla stampa,e ripresa persino da Carlo Lizzani nella sceneggiatura del suo film del '74 "Mussolini ultimo atto") secondo cui le ceneri del poeta, nei convulsi giorni di fine aprile del '45, sarebbero state trafugate dagli uomini del Duce, nella sua ultima disperata corsa verso il Nord, e poi invece recuperate dal CLN, In realtà, se anche ci fu questo progetto, i frati della chiesa di Ravenna dove riposano le ceneri del poeta le misero accuratamente al sicuro".

Mario Dal Bello, scrittore, giornalista, critico cinematografico e d'arte, già docente di letteratura italiana e storia nei Licei, ora docente alla Pontificia Università Lateranense, ha dato ultimamente alle stampe, per Città Nuova editrice, il saggio "A riveder le stelle. Le molte vite di Dante": libro avvincente che si legge davvero d'un fiato, e rientra pienamente nelle celebrazioni, già iniziate, per i 700 anni della morte dell' Alighieri (2021). Al suo attivo, Dal Bello ha già parecchi saggi di storia politico-sociale, dell'arte e del cinema: come "Notti ed Aurore" (edito recentemente da Nema Press, casa editrice di cui è presidente Neria de Giovanni, giornalista e critica letteraria), "Cristo nell'arte del Rinascimento" (Lateran University Press, 2018), indagine sulla raffigurazione di Cristo nell'arte dei secoli XV e XVI nell'Europa occidentale, e "Michelangelo oltre l'umano" (Edifir, 2020), sulla capacità del grande artista - di cui, nel 2019, è ricorso il 455mo anniversario della morte - di esprimere adeguatamente il senso del divino e del terribile.

Professore, com'è nato questo saggio su Dante?

Mi è stato commissionato proprio dal Direttore di Città Nuova, in vista appunto di queste celebrazioni dantesche del 2020-2021: all'interno della collana "Misteri svelati". Che è dedicata a grandi enigmi della storia, poco noti al grande pubblico (come i Templari, i Borgia, la progettata congiura di Hitler contro Pio XII, ecc...).

Quindi, anche Dante è al centro di un mistero? Proprio "Il mistero di Dante" s'intitolava un film, docu-drama, di pochi anni fa, del regista Louis Nero: con interventi di parecchi studiosi che ricordavano, tra l'altro, la possibile appartenenza del poeta al gruppo esoterico dei "Fedeli d'amore" (che sembra esistere tuttora)...

Questo, però, non è stato mai provato. Diverse cose che circolano da decenni su Dante. a volte sostenute anche da studiosi autorevoli, in realtà non sono mai state dimostrate adeguatamente: restano, tutt'al piu', ipotesi di lavoro, di ricerca. Poi, che questo poeta avesse una preparazione enorme, nettamente superiore a quella di tanti altri intellettuali dell'epoca, anche se non formatasi a livello universitario (è documentato che frequentò l'Università di Bologna, ma senza conseguire i gradi accademici), nessuno lo mette in dubbio.

Chi era, quindi, l'Alighieri? Un cattolico, sia pure di spirito libero (era, del resto, un guelfo bianco, non ultrapapalino e conservatore come i guelfi neri, e con note simpatie ghibelline)? O - come si è pensato, ad esempio, in seguito anche per Leonardo da Vinci - un "semieretico", appassionato cultore di esoterismo dietro l'ufficialità cattolica? Non dimentichiamo certi richiami controcorrente" che appaiono qua e là nella "Commedia": come nell'Inferno, la citazione di Fra' Dolcino da Novara, il leader dei ribelli "apostolici" giustiziato, per volere della Chiesa, in Piemonte nel 1307, o l'appello di Virgilio al Sole sulla spiaggia del Purgatorio...

Dante è soprattutto un cristiano, che vive la sua fede con ardore, senza però appiattirsi sull'ufficialità della Chiesa cattolica. Non a caso, nel Paradiso. l'ultimo canto si apre con la splendida preghiera alla Madonna ("Vergine madre, figlia del tuo figlio..."); e in un altro canto il poeta parla, appassionatamente e a lungo, della storia di S. Francesco d'Assisi, suo evidente modello ideale di cristiano. I richiami ad altre esperienze, che lei giustamente cita, sono piu' che altro, direi, echi di vicende importanti del suo tempo. Questo, soprattutto, possiamo dire di Dante; a meno di non volergli attribuire idee successive, che sono in realtà della nostra epoca. Tutto questo, chiaramente, non ha impedito a questo poeta di rielaborare, in una sintesi che testimonia la sua preparazione e la sua prodigiosa memoria, anche tutto quel materiale di storia, mito, credenze popolari che non confliggeva con la cultura cristiana (ad esempio, la vicenda di Ulisse), facendo parte da sempre, in realtà, della civiltà mediterranea ed europea.


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questa è un'intervista pubblicata il 27-11-2020 alle 09:31 sul giornale del 28 novembre 2020 - 601 letture

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