Covid-19: App e siti specializzati ti dicono se rischi di ammalarti

2' di lettura 14/01/2021 - Calcolare il rischio di contrarre il Covid-19 si può? Al quesito possono rispondere delle app e siti-web che si stanno diffondendo soprattutto negli USA e che prevedono la possibilità di infezioni e malattia a seconda di ciò che stiamo facendo, con chi siamo e dove ci troviamo.

A farne una cernita è stata Nature online, che ha evidenziato come questi strumenti stiano colmando importanti lacune nella comunicazione di salute pubblica soprattutto negli Stati Uniti, dove una risposta irregolare alla pandemia ne ha amplificato la gravità.

L'applicazione 19 and Me, ad esempio, sviluppata da Mathematica, una società di ricerca del New Jersey, si serve di informazioni demografiche e sanitarie, comportamenti degli utenti (lavaggio delle mani e uso di mascherina), per determinare il rischio da molto basso a molto alto, di essere esposti alla Sars-Cov-2 o contrarre il Covid.

MyCovidRisk invece, è un'applicazione sviluppata dal Brown-Lifespan Center for Digital Health del Rhode Island, che si serve di un approccio diverso, quantificando i rischi associati ad attività ricreative che possono diventare punti di accesso pandemici. I valori si basano su: tipologia del luogo, durata e numero di persone durante gli incontri.

Vi è poi il Covid-19 Event Risk Assessment Planning Tool, un sito-web sviluppato dal Georgia Institute of Technology che determina la probabilità che una persona incontri soggetti positivi durante un evento, sulla base delle dimensioni del gruppo e del luogo in cui si svolge.

Un'equipe della Johns Hopkins University di Baltimora ha perfezionato COVID-19 Mortality Risk Calculator, un elaboratore di calcolo che stima il rischio relativo di morte di un soggetto positivo in base a diversi parametri come, ad esempio, quello delle condizioni di salute pre-esistenti.

Ogni strumento di còmputo si serve di una mole enorme di informazioni e dati. I ricercatori devono essere sempre attenti ai modi per renderli facilmente comprensibili, e, nel contempo, evitare che risultino esageratamente invadenti rispetto alla privacy. Ecco perchè, alcune di queste app si sono rivolte alla sapienza di scienziati comportamentali.






Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2021 alle 12:13 sul giornale del 15 gennaio 2021 - 251 letture

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