Aggressione nel carcere di Ascoli Piceno, la protesta del SAPPE

carcere| 3' di lettura 28/01/2021 - Ancora un fatto violento all’interno delle carceri marchigiane. Nicandro Silvestri, segretario regionale per le Marche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, racconta quanto avvenuto mercoledì 27 gennaio nel carcere:

“Giornata di follia presso istituto penitenziario di Ascoli Piceno. Un un detenuto di origine marocchina, con problemi psichiatrici e ristretto presso il reparto R.S.M (Reparto salute mentale), mentre si recava all’aria aggrediva senza motivo un altro ristretto della Sezione giudicabile colpendolo più volte al volto e alla testa. L’aggressione è stata così violenta che si è reso necessario l’invio al pronto soccorso del detenuto aggredito e solo al pronto intervento del personale di polizia penitenziaria, che a rischio della propria incolumità ha immobilizzato l’aggressore e prestato immediato soccorso al detenuto aggredito, si è evitata la tragedia. Il detenuto aggressore, lo scorso 22 gennaio, si era già reso protagonista di una aggressione , senza motivo , nei confronti di un Assistente di polizia penitenziaria, per fortuna senza conseguenze. Il problema dei detenuti psichiatrici da gestire all’interno delle strutture penitenziarie ha assunto problematiche ormai drammatiche e lo sono ancor più in istituti come quello di Ascoli Piceno totalmente inadatte a detenere persone con detti problemi perché privi di assistenza medica terapeutica di locali idonei, come i passeggi, infermeria , ecc che creano inevitabile contatti con la restante popolazione detenuta. Il SAPPE ribadisce la necessità di chiusura del reparto R.M.S, fino alla sua messa a norma sia dal punto di vista dell assistenza sanitaria dei reclusi, sia in merito alla sicurezza del personale di polizia penitenziaria e degli operatori tutti.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ricorda che nelle ultime settimane il SAPPE era sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

“Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, aggiunge. “E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”. Per il SAPPE anche il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha gravi responsabilità: “Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sempre più distante dalla ‘sua’ forza di Polizia, la Polizia Penitenziaria. Non ha indicato una soluzione concreta per fermare questa spirale di violenza: anzi, sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell’ordinamento penitenziario, a partire dalla vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile, siano rimaste abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero…”, conclude Capece.


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2021 alle 16:52 sul giornale del 29 gennaio 2021 - 130 letture

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