Roma: sino al 16 maggio, al Mattatoio, la mostra internazionale “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma"

3' di lettura 01/03/2021 - Sino al 16 maggio, il Padiglione 9A del Mattatoio ospita “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma”: mostra a cura di Francesco Zizola, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e dall’Azienda Speciale Palaexpo.

La mostra - informa un comunicato ufficiale degli enti organizzatori - è nata dalla volontà dell’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale di dar seguito al progetto sorto in seno a “Fotografia Festival Internazionale di Roma”: che aveva istituito, già dal 2003, l'istituto della residenza nell'Urbe per un fotografo di fama internazionale. Sono state così raccolte, per l’Archivio Fotografico del Museo di Roma, le immagini di 15 grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo. Un "To Rome with love" della fotografia, diremmo.

Nel 2019 è stato proposto a Francesco Zizola di curare la ripresa della pratica delle residenze temporaneamente interrotte, così da arricchire la collezione permanente. Zizola, allora, ha invitato a Roma 5 artisti noti nel mondo della produzione artistica e fotografica internazionale. Sono esposte così, al Mattatoio, circa 130 immagini di Nadav Kander, Martin Kollar, Alex Majoli, Sarah Moon (presente anche con un video) e Tommaso Protti. Tutti hanno lavorato in residenza a Roma nel corso del 2019, tranne Kollar, che ha scelto di viaggiare a piedi ed elaborare il proprio lavoro attraverso un percorso di avvicinamento a Roma partendo dal Danubio.

Gli scatti di Alex Majoli rinnovano il linguaggio di espressione della documentazione del reale, quelli di Sarah Moon invece guardano al ruolo della memoria e del ricordo, nel suo rapporto con la materia che la città di Roma offre. Nadav Kander, maestro riconosciuto nel panorama fotografico internazionale, ha esplorato con i suoi scatti il volto della Roma antica e secolare, che tramanda la sua essenza da una generazione alla successiva; mentre Tommaso Protti - sulle orme dei due vecchi "nemici/amici" Pier Paolo Pasolini e Franco Ferrarotti - analizza il presente duro e ruvido delle periferie. Un discorso a parte va fatto per il lavoro di Kollar, che ha scelto di lavorare sull’antica collocazione di Roma al centro del mondo, camminando per 42 giorni da Bratislava alla Città Eterna, su quelle strade che un tempo erano le arterie principali dell’Impero romano.
Attraverso la varietà di approcci visuali e concettuali, queste nuove produzioni offrono uno sguardo sfaccettato e profondo sulle molteplici anime della Città, e rappresentano un lascito importante per la collezione dell' Archivio Fotografico del Museo di Roma.

I lavori racchiusi in questa mostra guardano a Roma ognuno in maniera differente attraverso uno sguardo autoriale che sa porsi in modo consolidato all’avanguardia nel processo di rinnovamento del linguaggio fotografico. Rappresentano quindi un patrimonio importante per la Città di Roma e la sua collezione fotografica, che per la prima volta si vede arricchita dal lavoro di ben cinque grandi autori nell’arco di una sola edizione.
Le immagini raccontano di una città multiforme e mutevole in cui l’eredità dell’Impero Romano si mischia al buio delle periferie e le cui diverse anime coesistono, come nel percorso di mostra, dialogando tra loro", dichiara alla stampa Francesco Zizola, curatore della mostra.






Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2021 alle 09:52 sul giornale del 02 marzo 2021 - 156 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Fabrizio Federici

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