Venerdì dialettali: 24 giugno un incontro dedicato ad Alberto Farina

3' di lettura 21/06/2022 - Venerdì 24 giugno alle ore 18,00 presso la sede della Fondazione Fabiani in via Annibal Caro 36 di Ascoli Piceno si terrà in giardino un incontro dedicato al poeta dialettale Alberto Farina (B’lò) scomparso due anni fa. L’iniziativa, inserita nel ciclo “Passeggiate Vagabonde”, vedrà la partecipazione di parenti ed amici con loro ricordi e testimonianze su Farina a cui seguirà una selezione di poesie dialettali lette da Caterina Speca.

Agli associati 2022 la Fondazione farà dono dell’Antologia di scritti in 3 volumi che raccoglie articoli e studi di Fabiani apparsi su giornali e riviste d’epoca.

Alberto Farina, in arte B’lò, nasce in rua Carlo Palucci ad Ascoli Piceno il 16 aprile 1945.

Innamorato della sua città e della cultura, passa l’infanzia e la prima adolescenza tra le ruette che gli hanno dato i natali, giocando con i coetanei e, grazie soprattutto alla conoscenza di Don Giuseppe Fabiani e dei suoi insegnamenti, si cimenta anche nello sport, imparando a sfidare le proprie capacità sportive con il tennis tavolo. La voglia di mettersi alla prova e superare i propri limiti lo stimola a tal punto che, con la società Virtus, arriva a giocare prima i campionati provinciali poi quelli regionali riportando vittorie e premi.

Eclettico e curioso, ma anche sempre alla ricerca di nuove sfide e stimoli, dopo aver sviluppato le sue doti sportive, decide di cimentarsi anche nel settore delle arti e, con la tenacia e volontà che lo contraddistinguono sempre, inizia a suonare la batteria ed entra nel gruppo de “I Lupi” iniziando a suonare non solo in locali di Ascoli e provincia ma facendo delle sortite anche al Piper di Roma.

Particolarmente portato per le scienze e la tecnica, giovanissimo inizia a lavorare come elettromeccanico fino a quando non ha un incidente che lo costringe a fermarsi momentaneamente. Nel 1973 sposa Maria Pia Lelli e parte con lei per l’Australia con l’intenzione di trasferirsi e lavorare lì. Ma il destino o l’attrazione per la sua città, rimescolano le carte e, complice un ciclone, B’lò torna a casa e riprende la sua attività di elettromeccanico fondando, con altri 2 soci, una ditta sua, l’”Elettromeccanica Ascolana” in cui lavorerà fino al pensionamento.

Oltre alle scienze e agli esperimenti con le calamite che utilizza in mille maniere diverse e di cui riconosce i benefici del magnetismo, ama l’arte e la creatività manuale per cui la domenica, unico giorno libero, lo dedica al “manipolare” il travertino ed il rame, creando con scalpello, vernici, smalti o semplicemente con le mani, sculture colorate e fregi con cui adorna casa e che ama regalare in giro.

Una volta in pensione, riprende il rapporto privilegiato con la sua città girando per le ruette, facendo foto degli scorci più intimi, dei portoni e delle epigrafi, per ricostruire la storia di Ascoli attraverso particolari poco conosciuti. Proprio in questa sua ricerca inizia a mettere in prosa le sue sensazioni e osservazioni raccontando Ascoli ed i suoi personaggi caratteristici attraverso aforismi o poesie in dialetto. Passione, la scrittura, che lo impegnerà fino alla fine, creando intorno a lui un piccolo “circolo culturale” con sede privilegiata al Meletti.

Con quel suo stile di analizzatore e ricercatore che lo accompagna sempre, fino alla fine del suo tragitto terreno, per cui, anche nell’arte della poesia, scrivere non è solo produzione artistica ma soprattutto studio del dialetto ascolano in sé, e messo a confronto con quello di altre regioni e periodi storici, con glossari prodotti ad hoc e pagine di studi.

Ammalatosi nel 2015 ci lascia il 6 dicembre 2020, ma continua ad emozionare e regalare perle nei ricordi di tutte le persone che lo hanno conosciuto e non hanno potuto fare a meno di volergli bene.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2022 alle 09:58 sul giornale del 22 giugno 2022 - 126 letture

In questo articolo si parla di attualità, Fondazione, fabiani, comunicato stampa

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