Carletto Mazzone, un "ascolano" di successo

calcio 3' di lettura 12/07/2022 - La città di Ascoli ha vissuto grandi momenti dal punto di vista calcistico, con la squadra locale capace di disputare varie stagioni in Serie A, la massima categoria del calcio nazionale, soprattutto negli anni '80.

Tuttavia, il più grande personaggio sportivo vincolato con l'urbe marchigiana è senza dubbio Carlo Mazzone, romano di nascita, ma ascolano d'adozione dopo aver vissuto in loco momenti importanti sia da giocatore sia da allenatore. Dopo tanti anni da difensore, Mazzone fu infatti prontissimo a raccogliere la responsabilità per essere allenatore della squadra ducale e poi portarla in Serie A, un campionato nel quale lui stesso avrebbe poi fatto la storia, soprattutto negli anni '90 e 2000.

Totti, Pirlo e Baggio, una connessione naturale con i fenomeni

Romano di nascita e tifosissimo giallorosso, Mazzone è stato uno dei tecnici più agguerriti al comando del team capitolino, e sebbene ora risieda ad Ascoli per poter stare più tranquillo e godere della serenità della città marchigiana, il suo amore per la Roma è passionale e deriva da tanti anni al timone della squadra. Fu infatti all'Olimpico che sbocciò la sua splendida relazione con un esordiente Francesco Totti, pronto a scrivere la storia dei lupacchiotti grazie a un talento mai visto fino a quel momento. Ma il Pupone, come lo conoscono nella capitale, non fu l'unico genio calcistico con il quale Carletto ebbe una sintonia spettacolare. Dopo di lui toccò ad Andrea Pirlo, con il quale si incontrò in quel di Brescia.

Originariamente trequartista, il bresciano fu dirottato proprio da Mazzone nel ruolo di regista, dove avrebbe fatto le fortune poi del Milan, della nazionale italiana e infine della Juventus, una delle squadre favorite a trionfare nel prossimo campionato di Serie A da quanto indicano le quote relative alle scommesse sul calcio più aggiornate in questo momento. Se Pirlo fu fatto arretrare in cabina di regia, tuttavia, fu soprattutto per un motivo: Mazzone aveva come numero 10 un certo Roberto Baggio, per molti il miglior giocatore italiano di tutti i tempi. Il Divin Codino, che fu protagonista assoluto ai mondiali di USA 1994 con la maglia dell'Italia, squadra che trascinò praticamente da solo alla finale poi persa ai rigori contro il Brasile, visse agli ordini del tecnico romano una splendida epoca, diventando l'idolo del Rigamonti.

Un modello per un genio come Guardiola

Sempre al Brescia, Mazzone dispose anche di un calciatore dal piede raffinato come Pep Guardiola, la cui esperienza in Italia fu importantissima dal punto di vista tattico. Nel periodo che visse al Rigamonti alle dipendenze di Mazzone l'attuale allenatore del Manchester City imparò tantissimo, sia dal punto di vista calcistico sia per quanto riguarda l'aspetto umano. Non a caso il tecnico catalano si è sempre espresso a favore dei metodi di Mazzone, che oggi vive ad Ascoli e riceve spesso le telefonate di Guardiola, a lui sempre molto grato. Essere riuscito a entrare nella testa di un genio come il catalano è senza dubbio uno dei più grandi meriti di Mazzone, cittadino illustre di una Ascoli che lo ha adottato e lo ama come se fosse nato lì.






Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2022 alle 17:41 sul giornale del 13 luglio 2022 - 179 letture

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