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comunicato stampa

Cataldi (PD Piceno): “Errore revoca convenzione con AIED di Ascoli, modello Marche continua con ostacolazione diritti donne”

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La revoca da parte dell’ASUR della convenzione con l’AIED di Ascoli Piceno, viene messa sotto la lente di ingrandimento dei partiti politici.

Ad intervenire è infatti la vicesegretaria provinciale del PD Piceno Marica Cataldi per la quale “ le affermazioni fatte dall’ASUR non tengono conto del servizio che l’AIED svolgeva e svolge per tutte le donne consentendo oggi di ampliare e rafforzare la presa in carico fornita dal servizio sanitario regionale che in questi anni è stata carente. Di fatto, con questa scelta mascherata da ragioni economiche, che sarà necessario verificare, viene limitato il diritto di ricorrere a quanto previsto dalla legge 194 ovvero consentire alla donna, nei casi previsti dalla legge di ricorrere alla IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza). Da donna ancor prima che da vicesegretaria provinciale del PD” afferma Cataldi “sento il dovere di denunciare le scelte scellerate che la regione Marche sta facendo in merito ai diritti delle donne”

“Mi chiedo e chiedo alla comunità” domanda la Vicesegretaria dem “cosa ne sarà di quelle donne, anche non marchigiane, che non trovando assistenza si rivolgevano all’AIED di Ascoli Piceno? Cosa ne sarà di quelle donne che vengono respinte da alcune aree vaste? L’AIED per 42 anni ha assicurato un servizio eccellente con dei percorsi psicologici dedicati e con ineccepibile velocità di risposta alla richiesta perché sappiamo bene che i tempi, in questi casi, sono molto importanti.”

“La disdetta della storica convenzione con l’AIED per la 194” sottolinea Cataldi “è solo un sottile gesto che conferma la linea di governo del centro destra. Intralciare le donne rendendo difficoltosa l'applicazione della 194 equivale ad affermare che il suo corpo non le appartiene e una politica che non tutela tutti i corpi, i desideri e le soggettività non tutela nessuno. L’aborto è un diritto che deve essere riconosciuto e applicato. Non può e non deve essere vissuto come un senso di colpa indotto. In questo modo, la 194” conclude “non è un diritto ma un percorso a ostacoli”



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2023 alle 15:28 sul giornale del 04 gennaio 2023 - 268 letture






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